Liti pendenti, sconto in aumento Avvisi bonari fuori dalla sanatoria
Tollerati lievi errori o ritardi fino a sette giorni per chi aderisce alla rottamazione
Roma
La sanatoria delle liti pendenti cerca di guadagnare convenienza. Mentre nella pace fiscale entrerà anche la sanatoria degli errori formali con 200 euro per anno d’imposta (come anticipato sabato su queste colonne) e resterà fuori la definizione degli avvisi bonari: sarebbe costata quasi 3 miliardi in termini di mancati recuperi in tre anni. A confermarlo è stato lo stesso sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci, prima dell’avvio dei lavori in commissione Finanze del Senato sul decreto legge.
Il contenzioso
Per le liti fiscali, dunque, si punta ad aumentare le riduzioni per chi chiude subito la causa. Si potrà arrivare a uno sconto massimo del 95% in caso di doppia vittoria del contribuente in primo e in secondo grado del contribuente contro l’agenzia delle Entrate. Ma si apre a uno sconto del 10% per la definizione agevolata con il pagamento del 90% del valore della lite, e come negli altri casi senza sanzioni e interessi, per chi ha presentato ricorso ma è ancora in attesa di un primo pronunciamento del giudice tributario. Sono le linee tracciate dalla riformulazione degli emendamenti al decreto fiscale. In pratica, Governo e maggioranza tentano di incentivare le adesioni alla sanatoria agendo sulla leva degli sconti.
Destinate a cambiare – sempre in meglio per i contribuenti potenzialmente interessati – anche le percentuali dovute da chi ha vinto solo in primo o in secondo grado. Rispetto al testo attualmente in vigore del decreto fiscale, chi l’ha spuntata in Commissione tributaria provinciale con l’emendamento riformulato pagherebbe solo il 40% (ora è il 50%) mentre chi si è visto dare ragione in Commissione regionale verserebbe solo il 15% (ora è invece è il 20%).
Per tutti ci sarebbe la possibilità di scegliere se versare in un’unica soluzione o con un piano di rateizzazione su cinque anni.
Lievi ritardi tollerati
Proprio in tema di dilazioni, si punta anche a venire incontro a chi aderisce alla rottamazione-ter delle cartelle esattoriali introducendo e ampliando il concetto di lieve inadempimento. In pratica, saranno tollerati i lievi ritardi o i lievi errori entro un margine temporale di sette giorni. Così chi dovesse recuperare entro una settimana dalla scadenza della rata potrebbe evitare di perdere il treno della definizione agevolata. Non solo. In commissione si cerca la quadra anche sulla possibilità di rendere più leggere le rate della rottamazione prevedendone 4 all’anno dal 2020.
Contributi e mini-ruoli
Sui carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2010 fino a mille euro, l’obiettivo della maggioranza, invece, è consentire in alcuni casi di evitare la cancellazione automatica della cartella. È il caso dei soggetti interessati a onorare l’obbligo di pagamento di contributi e premi dovuti ai rispettivi enti previdenziali.

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