Pace fiscale più conveniente per errori e liti
Il Dl al Senato. Ok nella notte della commissione Finanze al testo: oggi maratona in Aula per chiudere l’approvazione in prima lettura
I via libera. Sanatoria sulle irregolarità formali senza le violazioni sull’estero Scudo anti-spread per le Bcc e i soggetti finanziari non quotati
ROMA
Via libera ieri della commissione Finanze del Senato al Dl fiscale. Oggi, con una seduta fiume convocata dalle 9 del mattino alla tarda serata, l’Aula di Palazzo Madama licenzierà definitivamente il testo per consegnarlo alla Camera per la seconda e definitiva lettura. Il testo del Dl rivisto e corretto dalla commissione introduce le nove sanatorie della pace fiscale. Da cui restano fuori il più volte annunciato saldo e stralcio delle cartelle, la possibilità di definire in via agevolata gli omessi versamenti e soprattutto il condono con la dichiarazione integrativa speciale (il cui riferimento sparisce anche dalla sanatoria sulle associazioni sportive dilettanstistiche). Quest’ultimo è stato sostituito con la definizione agevolata degli errori formali che consentirà di sanare i piccoli errori che non incidono nella determinazione degli imponibili, versando in due rate (31 maggio 2019 e 2 marzo 2020) 200 euro per ogni anno d’imposta cui si riferiscono le violazioni su imposte dirette, tributi, Iva e Irap commesse fino al 24 ottobre 2018. La sanatoria sugli errori formali non include gli errori formali del quadro RW della dichiarazione. Con il via libera giunto in nottata a un sub-emendamento M5S la sanatoria viene espressamente preclusa per l’emersione di patrimoni detenuti all’estero.
Molte le novità introdotte nel corso dell’esame in VI commissione. Ok allo scudo anti-spread per le banche non quotate come le Bcc. Ma tra i correttivi approvati il via libera alla sanatoria degli errori formali, in grado di assicurare maggiori risorse per circa un miliardo, si trascina anche l’approvazione di altre quattro norme annunciate: il rifinanziamento del bonus bebè per 204 milioni nel 2019 e altri 240 milioni nel 2020; l’istituzione del fondo calamità con una dote di 525 milioni per sostenere investimenti su dissesto idrogeologico, rete viaria ed edilizia; via libera anche alla “riserva fiscale” per imprese e persone fisiche di Campione d’Italia che potranno versare le imposte in euro con uno sconto forfettario del 30% e un’esenzione fino a 26mila euro; la detassazione per le sigarette elettroniche e l’introduzione di una ritenuta dell’1,5% sulle rimesse in denaro verso Paesi extra Ue effettuati effettuate dai cosiddetti money transfer con esclusione degli intermediari finanziari. Non solo. Tra i sub emendamenti approvati al nuovo articolo 9 arrivano nuove risorse (10 milioni) equamente ripartite tra istituti di ricerca impegnati nelle reti oncologiche e quelli delle rete cardiovascolare, così come altri 50 milioni per l’informatizzazione del sistema di prenotazione delle prestazioni sanitarie. Ci sono poi 40 milioni che dal 2020 andranno a rinforzare la dote del fondo per Industria «4.0» (mai attivato) previsto dall’ultima legge di bilancio. Sarà, invece, istituito un tavolo anticaporalato presso il ministero del lavoro. Buone notizie anche per i “petrolieri” che hanno stoccaggi superiori a 400 mc di gas e gpl o oltre 10mila mc di benzine e gasolio. Arriva una corsia preferenziale e accelerata per il rimborso dei crediti di imposte richiesti entro i primi sei mesi di ciascun anno solare da raffinerie e stabilimenti petrolchimici che hanno adottato il sistema informatizzato di controllo adottato dalle Dogane. Secondo la norma approvata ieri potranno essere liquidati i rimborsi erogabili a partire dalla data di conversione del presente decreto (23 dicembre prossimo) e comunque nel limite complessivo di 10 milioni di euro annui per ciascun soggetto.
Approvato anche il maxisconto per la definizione delle liti pendenti che potranno essere chiuse versando il 40% per chi ha vinto in primo grado, 15% se il contribuente ha battuto il fisco in secondo grado, e con il 5% se ha vinto in entrambi i gradi di merito.
Ampliato, con un emendamento Pd approvato all’unanimità, l’interpello nuovi investimenti, che scendono da 30 a 20 milioni di euro dal 2019.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Marco Mobili
Giovanni Parente
errori formali
La sanatoria esclude i patrimoni all’estero
Sanatoria degli errori formali ma senza le violazioni per il quadro RW, ossia quella parte della dichiarazione dei redditi destinata al monitoraggio dei patrimoni mobiliari e immobiliari detenuti oltreconfine. Passa quindi la linea sull’esclusione contenuta nel subemendamento presentato da Rossella Accoto del Movimento 5 Stelle. Si possono sanare le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti, di natura formale, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, ai fini dell’Iva e dell’Irap e sul pagamento dei tributi, commesse fino al 24 ottobre 2018, con il versamento di una somma pari a 200 euro per ciascun periodo d’imposta a cui si riferiscono le violazioni. Si verserà in due rate di pari importo entro il 31 maggio 2019 ed entro il 2 marzo 2020.
rottamazione ter
Versamenti in 18 rate Ritardi fino a 5 giorni
Una rottamazione-ter più tollerante verso i piccoli ritardi ma anche con la possibilità di dilazionare i versamenti. Con gli emendamenti approvati in commissione Finanze cambia il numero di rate, che complessivamente passano da 10 a 18. Più in dettaglio, nel 2019 si pagheranno due rate con il 10% dell’importo, rispettivamente entro il 31 luglio e il 30 novembre. Dall’anno successivo 18 rate: ogni anno entro il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre. Ma non solo. Per i piccoli ritardi – non superiori a 5 giorni – la definizione agevolata delle cartelle rimarrà efficace, in sostanza viene riconosciuto il concetto del lieve inadempimento rimasto escluso dalle due precedenti edizioni. Inoltre potrà essere rilasciato il Durc, che attesta la regolarità contributiva, a chi aderisce alla sanatoria.
ampliata la platea
Al via l’interpello sugli investimenti da 20 milioni
Ampliata la platea dei contribuenti che possono presentare un interpello (quesito all’amministrazione finanziaria, che deve rispondere entro 120 giorni) sui nuovi investimenti, beneficiando della possibilità di richiedere all’agenzia delle Entrate, con un’unica istanza, di conoscere il trattamento fiscale di un investimento di rilevante ammontare, come rappresentato dal relativo business plan. Lo prevede una riformulazione di un emendamento Pd al decreto legge fiscale 119/2018, collegato alla manovra, approvata in commissione Finanze al Senato dal relatore Emiliano Fenu (M5s). L’estensione passa per una modifica che fa scendere da 30 milioni a 20 milioni l’importo dell’investimento minimo per il quale può essere chiesto l’accesso alla procedura di interpello. La nuova norma si applicherà agli interpelli presentati a partire dal 1° gennaio 2019.
fattura elettronica
La precompilata Iva parte con le operazioni 2020
Niente fattura elettronica per medici e farmacisti per il 2019, esonero per le società sportive dilettantistiche che non abbiano incassato proventi oltre 65mila euro, come per chi aderisce al regime forfettario. Inoltre l’e- fattura apre la strada alla precompilata Iva. A partire infatti dalle operazioni 2020 tutti i soggetti passivi residenti e stabiliti in Italia avranno un’area riservata del sito internet delle Entrate. Dove troveranno le bozze dei registri acquisti e vendite, delle liquidazioni periodiche e della dichiarazione annuale per l’imposta sul valore aggiunto, preparati in base ai dati risultanti dalle e-fatture, delle comunicazioni delle operazioni transfrontaliere e dei dati dei corrispettivi acquisiti telematicamente. Una volta che il contribuente avrà convalidato o integrato le informazioni proposte , cadrà l’obbligo di tenuta dei registri Iva acquisti e vendite, tranne quello incassi e pagamenti.
superanagrafe
Anche Guardia di Finanza nei dati sui conti correnti
Anche la Guarda di finanza potrà avere accesso all’Anagrafe dei rapporti finanziari, quindi ai dati di sintesi dei conti correnti, per combattere la lotta all’evasione. La modifica approvata in commissione Finanze durante l’esame del decreto fiscale perevede anche che i dati acquisiti dagli intermediari finanziari possano essere conservati per dieci anni, dunque più a lungo di quanto consentito attualmente. Con questa misura si prova a rendere ancora più incisiva la lotta all’evasione con più poteri alla Guardia di Finanza che avrà accesso alla Superanagrafe dei conti correnti, senza quindi passare dalla preventiva autorizzazione del pubblico ministero. Sotto la lente finirebbe il totale movimenti dare, avere, saldi di inizio e fine anno, investimenti e disinvestimenti effettuati, il numero degli accessi alle cassette di sicurezza, gli utilizzi delle carte di credito e di debito.
liti pendenti
In Cassazione si paga il 5% se il fisco ha sempre perso
Prende forma il quadro degli “sconti” per la sanatoria delle liti pendenti tra cittadino e agenzia delle Entrate, con nuove e più favorevoli percentuali di definizione agevolata. Se il ricorso è ancora aperto in primo grado il contribuente può chiudere la partita con il fisco pagando il 90% del valore della causa. In caso di vittoria in primo grado invece per definire la controversia l’importo da versare sarà pari al 40%. Quota che scende al 15% nel caso di vittoria in secondo grado. Mentre per le liti tributarie pendenti in Corte di cassazione alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge 119/2018, dove le entrate abbiano perso in tutti e due i precedenti gradi del giudizio, possono essere chiuse con il pagamento di un importo pari al 5 per cento del valore della controversia.

