Isa, snellito passaggio tra cassa e competenza
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Ai nastri di partenza i nuovi indici Isa (indicatori di affidabilità fiscale) con procedura semplificata per lo «switch» tra regimi fiscali di cassa e competenza.

Per l’elaborazione dei nuovi indici di affidabilità, infatti, è stato individuato un approccio semplificato che permette di gestire con facilità il passaggio, lo switch, dal sistema contabile per competenza a quello per cassa e viceversa.

In particolare nel nuovo form compilativo sono richieste informazioni di non complessa reperibilità per gli interessati che permettono di ottenere, in caso di passaggio dalla competenza alla cassa, un cash flow con incassi e pagamenti coerente con l’arco temporale rappresentato da un periodo di imposta mentre nel caso inverso, ovvero nel passaggio da cassa a competenza, di ricavare un flusso di ricavi e costi in linea dunque con il principio contabile della competenza.

Secondo le stime dell’Agenzia delle Entrate, i soggetti che sono passati dalla contabilità ordinaria alla semplificata, quindi da competenza a cassa sono stati 9.478 nel 2016 e 7.778 nel 2017 mentre i contribuenti che hanno fatto il percorso contrario, abbandonando il regime ordinario per quello semplificato sono stati 5.211 nel 2016 e 34.029 nel 2017.

Ma le novità non si limitano alle modalità di compilazione ma anche ai nuovi settori interessati.

Entro fine anno infatti gli Isa dovranno essere approvati con decreto ministro dell’Economia e delle finanze ed è nella giornata di ieri è stato dato parere favorevole a altri 83 indici relativi a settori economici per le attività soggette a Studi di settore e a 23 indici semplificati per le attività soggette a parametri.

L’applicazione degli Isa riguarderà circa 4 milioni le imprese e i professionisti, in particolare gli 83 Indici appena approvati riguardano il settore manifatture (17), il commercio (22), i servizi (29) e i professionisti (15) per un totale di circa 2,3 milioni di contribuenti, cui si aggiungono i 170 mila soggetti a parametri, classificati in 23 settori economici, per i quali sono stati elaborati gli Indici sintetici di affidabilità con metodologia semplificata.

La platea di coloro che abbandoneranno gli studi di settore sale dunque quota 4 milioni se si considera che i 69 Isa elaborati nel 2017 che riguardano circa 1,4 milioni di soggetti.

Diversamente dagli studi di settore che stabilivano congruità dei ricavi, coerenza e normalità di specifici parametri gestionali, gli indici di affidabilità fiscale, in linea con il nuovo spirito di compliance, valuteranno il Rapporto di affidabilità personale, il Rap, di imprese e professionisti sulla base di un arco temporale di 8 anni e assegneranno ad ogni contribuenti un punteggio legato al livello di affidabilità che varierà da 1 a 10.

L’intento del nuovo strumento, a differenza degli studi di settore, non sarà quello «accertativo» ma quello di promuovere l’emersione spontanea degli imponibili stimolando l’assolvimento degli obblighi tributari rafforzando al contempo il rapporto tra amministrazione finanziaria e cittadino-contribuente.

Oltre al Rap, saranno messi a disposizione sul cassetto fiscale degli interessati anche due altri report, il Res (rapporto economico di settore) che offrirà una «fotografia» dei principali settori dell’economia attraverso la descrizione sintetica della struttura e delle dinamiche del settore di riferimento e il Ran (rapporto annotazioni) che illustrerà l’analisi e la classificazione in specifiche aree tematiche delle note trasmesse dai contribuenti.

Giuliano Mandolesi

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