Cedolare secca, acconto del 100%
Dal 2021 l’acconto della cedolare secca sarà del 100% (e non più del 95%) di quanto versato l’anno precedente. Ciò grazie a un emendamento dei relatori al ddl bilancio 2019. La cedolare secca è un regime fiscale facoltativo per i redditi da locazione, che si sostanzia nel pagamento di un’imposta sostitutiva di Irpef e addizionali (per il reddito dell’immobile). In più, per i contratti di locazione non vanno pagate l’imposta di registro e quella di bollo, dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti (non sostituisce, invece, l’eventuale imposta di registro dovuta per la cessione del contratto di locazione). La scelta per la cedolare secca implica la rinuncia alla facoltà di chiedere, per la durata dell’opzione, l’aggiornamento del canone di locazione, anche se previsto nel contratto, inclusa la variazione Istat. L’imposta sostitutiva si calcola all’aliquota del 21% sul canone di locazione (in alcuni territori l’aliquota è ridotta al 15-10%). Il versamento della cedolare secca segue le regole per il pagamento delle imposte. L’acconto, attualmente, è pari al 95% dell’imposta dovuta per l’anno precedente e va effettuato, in unica soluzione, entro il 30 novembre se inferiore a euro 257,52; in due rate se l’importo è pari o superiore: la prima, pari al 40% del 95%, entro il 16 giugno (16 luglio con maggiorazione); la seconda, nel restante 60% del 95%, entro il 30 novembre. Il saldo (5%) va pagato entro il 16 giugno dell’anno successivo (16 luglio con maggiorazione). Non è dovuto acconto se l’importo su cui calcolarlo non supera euro 51,65. L’emendamento lascia la percentuale dell’acconto al 95% per gli anni dal 2012 al 2020 e l’eleva al 100% a partire dall’anno 2021.

