Ipoteca risarcita in solido da Entrate e riscossore
La sede della Cassazione
La sede della Cassazione
Le Entrate e il concessionario della riscossione risarciscono in solido per l’iscrizione illegittima dell’ipoteca. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con l’ordinanza n. 4558/2019, ha accolto il ricorso dell’amministrazione finanziaria che aveva comunicato in ritardo lo sgravio all’esattore e quest’ultimo non aveva provveduto tempestivamente alla cancellazione della garanzia sul contribuente.
La vicenda riguarda una srl alla quale era stata notificata una cartella di pagamento per i contributi Inps. A un certo punto la società aveva ottenuto lo sgravio che le Entrate avevano comunicato con un certo ritardo a Equitalia.
La società di riscossione, a sua volta, non aveva provveduto alla cancellazione immediata dell’ipoteca.
Per queste lungaggini burocratiche la contribuente ha chiesto e ottenuto ai giudici un risarcimento di 35 mila euro.
Ora le Entrate hanno presentato ricorso alla Suprema corte puntando il dito contro l’allora società di riscossione e sollecitando una responsabilità dei danni provocati all’azienda.
La terza sezione civile ha accolto il gravame precisando che entrambi gli enti dovranno risarcire la srl.
Ciò perché, si legge in sentenza, l’elemento soggettivo in tema di responsabilità della pubblica amministrazione, non deriva automaticamente dall’illegittimità dell’atto compiuto nell’esercizio dell’attività amministrativa ma trova titolo nella colpa dell’amministrazione come apparato – nella specie individuata nell’ingiustificato ritardo con il quale l’Agenzia ha operato e comunicato lo sgravio, e l’agente della riscossione ha disposto la cancellazione della ipoteca – la quale sussiste quando l’atto assunto come lesivo viola le regole di imparzialità, correttezza e buona amministrazione, che il giudice ordinario valuta come limiti esterni alla discrezionalità. Dal momento che i Supremi giudici non hanno ritenuto necessario nessun altro accertamento hanno deciso la vicenda nel merito sancendo che sia l’amministrazione finanziaria e l’allora Equitalia dovranno farsi carico di risarcire all’impresa 35 mila euro. Male aveva fatto la Corte d’appello di Firenze a escludere il ristoro in favore dell’impresa.
Debora Alberici

