Al via la revisione dell’Irpef

di Cristina Bartelli


Al via la revisione della tassazione di famiglie e imprese parallelamente all’attività di monitoraggio delle tax exepnditures. La revisione sarà effettuata «in base agli spazi finanziari disponibili nel rispetto dei saldi di finanza pubblica». Non solo. Dichiarazione dei redditi precompilata per tutti, in quanto la strada sarà la progressiva dematerializzazione dei modelli di dichiarazione «anche con riferimento agli atti di aggiornamento immobiliare e a un calendario strutturato delle scadenze fiscali». Sono questi alcuni punti dell’agenda del ministero dell’economia indicati per i prossimi tre anni nell’«Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2019-2021».


La parola d’ordine dei prossimi tre anni, per il ministero guidato da Giovanni Tria, è compliance. La maggiore propensione all’adempimento fiscale da parte dei contribuenti è individuato come criterio, infatti, per ridurre il divario fiscale e quindi ridurre la pressione fiscale. 


Accanto alle strategie di maggior compliance fiscale, c’è l’obiettivo, non meno importante, di facilitare gli adempimenti tributari e migliorare la qualità dei servizi resi ai contribuenti. 


La ricetta del ministero è quella del potenziamento dei servizi telematici e degli strumenti di messa a disposizione dei dati finalizzati alla facilitazione e razionalizzazione degli adempimenti. In questo ambito si colloca quella che l’atto di indirizzo descrive come «progressiva dematerializzazione dei modelli di dichiarazione». 


E la precompilata deve diventare la forma ordinaria di dichiarazione dei redditi, a partire dai lavoratori dipendenti e dai pensionati.


Un altro fronte di attività è quello della prevenzione degli inadempimenti tributari. La strada, ancora una volta, è quella della prevenzione attraverso le lettere, «in particolare», si legge nel documento, «quelle dirette a favorire l’emersione delle base imponibili ai fini Iva, nonché l’effettiva capacità contributiva dei contribuenti che contengono segnalazioni relative a probabili errori ed omissioni compiuti in fase di compilazione della dichiarazioneo e che spiegano al contribuente come rimediare agli errori, mediante l’istituto del ravvedimento operoso». 


Per la predisposizione di tali comunicazioni, conferma, il ministero, saranno utilizzate anche le basi dati alimentate dai flussi informativi derivanti dalla fatturazione elettronica generalizzata integrati con quelli rilevati mediante la trasmissione telematica dei corrispettivi relativi alle transazioni verso i consumatori finali. 


Rispetto agli anni precedenti, il ministero si pone l’obiettivo di raffinare ulteriormente i meccanismi di selezione. 


Il ministero poi affida i compiti più specifici al dipartimento delle finanze e alle agenzie fiscali. 


In particolare, al dipartimento delle finanze affida la semplificazione degli adempimenti tributari per le persone fisiche, società e imprese nonché i rapporti tra contribuenti e comuni nell’ambito della fiscalità locale. E non solo. Il dipartimento dovrà seguire la revisione della tassazione di famiglie e imprese, in base, si specifica, «agli spazi finanzieri disponibili nel rispetto die saldi di finanza pubblica». 


Sempre il dipartimento dovrà prestare, si legge nel documento, particolare attenzione all’analisi di problematiche connesse allo sviluppo dell’economia digitale e delle nuove modalità di tassazione sulle multinazionali. 


All’Agenzia delle entrate spetta tra gli altri, il compito di accelerazione dell’esecuzione dei rimborsi fiscali ai cittadini e alle imprese, anche attraverso automatismi che tengano conto dell’adozione della fatturazione elettronica e di tecniche di analisi rischi. 


Quindi i dati dell’e-fattura utilizzati non solo per affinare le analisi di contrasto all’evasione e alle frodi Iva ma anche per snellire le procedure a favore dei contribuenti.


Per quel che riguarda la fiscalità internazionale, l’Agenzia delle entrate dovrà utilizzare in modo mirato e sistematico le informazioni e i dati di fonte estera anche di natura finanziaria. Inoltre scrivono dal ministero dell’economia: «sarà dato l’impulso all’acquisizione anche massiva di dati e notizie sui movimenti transfrontalieri, al fine di individuare fenomeni di esterovestizione o comunque di indebita detenzione di disponibilità all’estero».


L’Agenzia lavorerà anche per individuare la titolarità effettiva di specifiche operazioni con l’estero o rapporti alle stesse collegati. 


Infine una menzione particolare è fatta al rischio Brexit e al ruolo dell’Agenzia delle dogane. 


L’Agenzia infatti tra gli altri suoi compiti è chiamata a governare gli impatti della Brexit sull’operatività della dogana in funzione delle diverse modalità di uscita del Regno unito dalla Ue. 


© Riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Mostra i commenti sul post