Mutui, il tasso fisso ai minimi: scende all’1,65%. Perché conviene più del variabile. La simulazione e le offerte
di Gino Pagliuca
Mutui, il tasso fisso ai minimi: scende all’1,65%. Perché conviene più del variabile. La simulazione e le offerte
L’intenzione della Bce di proseguire in una politica di tassi bassi anche nei prossimi mesi favorisce chi ha intenzione di comprare casa con un mutuo a tasso fisso, una scelta oggi compiuta da quasi il 90% dei debitori. Infatti l’Eurirs, il parametro in base al quale vengono definiti i tassi dei finanziamenti fissi, è sceso ai minimi storici. Il parametro che serve per i mutui a 20 anni è quotato 1,02% e il trentennale all’1,07%. Sono dati che non si riscontrano sul mercato dei capitali dal febbraio 2017.

Spread neutralizzato dal calo dei tassi
La discesa dell’Euribor ha riportato il costo dei mutui a valori di un anno fa, perché l’aumento medio degli spread sull’Euribor deciso dalle banche dopo la salita di un altro spread, quello tra Btp e Bund, è stato di fatto tutto assorbito dalla diminuzione del parametro base.

La simulazione e le offerte
Se si considera un mutuo da 120mila euro per finanziare una casa del valore di 200 mila i tassi nominali, come vediamo nella tabella che abbiamo elaborato dal broker web mutuiOnline.it, partono da un tasso nominale dell’1.30% per arrivare al 2,2%. Calcolando la media delle condizioni offerte dalle cinque banche più convenienti si ricava che il tasso medio nominale è del 1,520%, con rata di 580,22 euro al mese e tasso effettivo dell’1,654%.

Mutui, il tasso fisso ai minimi: scende all’1,65%. Perché conviene più del variabile. La simulazione e le offerte
Ebbene, lo stesso calcolo effettuato sulle condizioni delle cinque banche più convenienti evidenziate dalla rilevazione che abbiamo pubblicato su L’Economia del Corriere il 23 aprile 2018 danno quasi esattamente gli stessi risultati: tasso nominale medio: 1,524%, rata 580,36 euro, tasso effettivo 1,684%. Allora però l’Eurirs quotava 48 centesimi più di oggi.

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Perché il variabile conviene di meno
Ai minimi storici c’è anche la differenza rispetto al tasso variabile: guardando sempre ai cinque mutui più convenienti il vantaggio rispetto ai fissi è di soli 80 centesimi di punto; tradotti in termini di rata significa pagare circa 536 euro al mese, 44 in meno che con il fisso, ma vuol dire anche assumersi i rischi di un’eventuale impennata del costo del denaro.

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