Tasse, alla cassa il 22 luglio

di Cristina Bartelli


Versamenti delle dichiarazioni dei redditi prorogate al 22 luglio, al 21 agosto con la maggiorazione dello 0,40%. Il dpcm con il rinvio dei termini è sul tavolo del presidente del consiglio Giuseppe Conte dove è arrivato dal ministero dell’economia con la firma del ministro competente, Giovanni Tria. La proroga (si veda ItaliaOggi del 25/5/09) riguarda tutti i soggetti a cui si applicano i nuovi studi di settore, gli Isa, indici sintetici di affidabilità fiscale, che stanno creando non pochi problemi ai contribuenti. 


Come anticipato da ItaliaOggi di ieri, infatti, ancora nulla è pronto sul fronte del software, necessario ai professionisti per verificare le corrispondenze dei soggetti sottoposti agli Isa con i valori Isa di compliance fiscale. 


Il software, infatti, «il tuo Isa» è stato reso disponibile nella versione beta nella tarda serata di ieri. Il software non è utilizzabile ai fini dichiarativi, è in fase di rodaggio in attesa del lancio vero e proprio nei prossimi giorni.


Ma proprio la assenza degli strumenti operativi definitivi e le modifiche (l’ultima arrivata ieri) a provvedimenti di maggio sempre sugli adempimenti legati agli Isa stanno esasperando gli animi dei professionisti. 


Ieri il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ha inviato un’altro appello, stavolta al presidente del consiglio Giuseppe Conte, dove si chiede un intervento normativo per fare consentire, quest’anno, l’applicazione degli Isa in maniera opzionale.Il Consiglio nazionale ha ascoltato le segnalazioni che gli sono arrivate dagli ordini territoriali e dai referenti regionali sulla situazione che definisce di «intollerabile ritardo su una novità che impatta sulla quasi totalità dei contribuenti esercenti attività di impresa o di lavoro autonomo». 


Per questa ragione richiede un «non più differibile intervento normativo che disponga, con urgenza, il carattere meramente facoltativo dell’applicazione degli Isa e della compilazione dei relativi modelli per il corrente anno». 


Una richiesta, però, per cui sarebbe necessaria una modifica normativa che pare essere preclusa anche per l’ultimo treno disponibile quello cioè di un emendamento al decreto crescita all’esame della commissione finanze della Camera. 


Inoltre sfuma la richiesta di proroga sempre arrivata dai commercialisti che avevano sollecitato un rinvio molto ampio dei termini di versamento al 30 settembre. 


La scelta del ministero è quella in linea anche con gli altri anni di sfruttare la possibilità di concedere con dpcm un rinvio di 20 giorni, spostando così l’adempimento dal 1° luglio al 22 luglio 2019. 


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