E-fatture, il fisco ha memoria
di Andrea Bongi
Fatture elettroniche: adesione al servizio di consultazione e memorizzazione dell’Agenzia delle entrate da valutare con cura. Se da un lato infatti per i contribuenti, e i loro consulenti, aderire ai servizi offerti dall’amministrazione finanziaria può consentire di «massimizzare» gli effetti della dematerializzazione e della digitalizzazione dei processi, archiviazione compresa, dall’altro può «disvelare» agli occhi del fisco tutta una serie di informazioni che potrebbero costituire lo spunto per attività di selezione ed analisi del rischio.
È questo, in estrema sintesi, il dilemma che i contribuenti sono chiamati a risolvere da qui al prossimo 31 ottobre 2019, termine ultimo per l’adesione ai servizi in materia di consultazione ed archiviazione delle fatture elettroniche (si veda ItaliaOggi di ieri).
Questa decisione si è resa necessaria a seguito dei provvedimenti del Garante della privacy, in particolare quello del 20 dicembre 2018 (prot. 9069072), che ha richiesto all’amministrazione finanziaria di dotarsi del consenso espresso da parte dei contribuenti per poter procedere alla memorizzazione dei dati contenuti nel c.d. corpo della fattura elettronica.
Senza gli interventi dell’autorità per la protezione dei dati personali, è bene ricordarlo, oggi avremmo in circolazione fatture elettroniche messe dai professionisti e dalle strutture dell’area sanitaria e non ci sarebbe alcuna scelta da effettuare in merito all’archiviazione massiva delle informazioni contenute nella parte centrale del documento fiscale per eccellenza.
È proprio sulla base delle prescrizioni della suddetta autorità che il provvedimento direttoriale del 21 dicembre 2018 prevede ora espressamente che «in assenza di adesione effettuata da almeno una delle parti – cedente/prestatore o cessionario/committente – l’Agenzia delle entrate, dopo l’avvenuto recapito della fattura al destinatario, cancella i dati dei file delle fatture elettroniche e memorizza esclusivamente i dati fattura di cui al punto 1.2.».
Dunque la questione sta tutta in queste poche righe: se si aderisce al servizio di consultazione e memorizzazione delle fatture elettroniche si avranno tutta una serie di vantaggi operativi ma si potrà correre il rischio di vedersi contestare l’acquisto dei beni o dei servizi documentati e descritti nei file archiviati nell’anagrafe tributaria.
Come si può facilmente comprendere la decisione non è affatto di poco conto.
La digitalizzazione dei processi di fatturazione e archiviazione elettronica sta facendo lievitare l’appetito degli 007 del fisco che, sulla base della mole gigantesca dei dati che giornalmente affluiscono in anagrafe tributaria, stanno affilando le armi per individuare criteri di selezione e verifica sempre più raffinati e massivi.
Ovviamente disporre delle informazioni contenute nel corpo della fattura può consentire al fisco di effettuare analisi circa l’inerenza qualitativa e quantitativa dell’acquisto stesso, potendo giungere fino al disconoscimento sia della detrazione dell’Iva che del costo relativi al documento o ai documenti passati sotto lo sguardo vigile e attento del funzionario di turno (o peggio ancora di un software basato su algoritmi).
Dall’altro lato aderire entro il prossimo 31 ottobre ai servizi gratuiti offerti dall’Agenzia delle entrate garantirà tutta una serie di vantaggi che vanno dalla possibilità di consultare integralmente le fatture transitate tramite il Sdi, sia in entrata che in uscita, sia di poter dimenticare l’archiviazione e la gestione cartacea di tali documenti.
Quella sopra descritta è dunque una scelta non semplice nella quale occorre tener anche presente che restare inerti e lasciare scadere il termine del 31 ottobre 2019 si tradurrà nel rifiuto all’adesione dei servizi sopra descritti.
Come spesso accade non esistono soluzioni valide per tutti. Ogni contribuente, supportato dal proprio fiscalista di fiducia, dovrà considerare i pro ed i contro di tale scelta.
Alla fine si tratterà di decidere se l’amministrazione finanziaria, all’interno della filiera della fatturazione elettronica, debba svolgere soltanto il ruolo di postino o se possa anche aprire le buste, leggere ed archiviare la nostra corrispondenza fiscale.
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