Prima rata, tolleranza di 5 giorni
A fine mese scatta il primo adempimento per chi ha aderito entro aprile 2019
La scadenza della riapertura della rottamazione ter coincide con il pagamento della prima rata derivante dalla liquidazione delle domande presentate entro la fine dello scorso mese di aprile. L’importo da versare è contenuto nelle comunicazioni che l’Ader ha inviato entro la fine di giugno. Si tratta peraltro di scadenza perentoria, in relazione alla quale è ammessa una tolleranza massima di cinque giorni di ritardo. La medesima tolleranza opera per la totalità delle scadenze di pagamento. L’importo da versare non cambia in caso di lieve ritardo, poiché è previsto espressamente che per i cinque giorni di differimento non maturano interessi di sorta. Se non si rispetta il suddetto termine del 31 luglio, maggiorato del ritardo tollerato, la rottamazione ter decade irrimediabilmente. Le conseguenze negative in questo caso sono due. In primo luogo, si ripristina il debito originario, maggiorato di sanzioni e interessi di mora, al netto ovviamente delle somme pagate medio tempore. Inoltre, il debito residuo non può più essere dilazionato.
L’effetto concreto è che il debitore è esposto, sostanzialmente senza rimedio, alle azioni di recupero coattivo dell’agente della riscossione. La decadenza della rottamazione determina inoltre la revoca dei Durc e dei certificati di regolarità fiscali rilasciati dall’Inps e dalle Entrate.
Il debitore potrà pertanto essere escluso dalla partecipazione a procedure a evidenza pubblica. Le stesse regole valgono con riferimento al saldo e stralcio, per il quale tuttavia la prima rata di pagamento è il 30 novembre prossimo. Una situazione particolare riguarda i soggetti che hanno chiesto la rottamazione bis (articolo 1, Dl 148/17). Al riguardo, si ricorda che erano state differite al 7 dicembre 2018 le rate in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018. I soggetti che non hanno rispettato tempestivamente tale scadenza hanno comunque potuto fruire della rottamazione ter, seppure con un periodo di dilazione inferiore. Anche per tali debitori, la prima rata scade alla fine del mese.
Quelli che hanno invece rispettato l’adempimento del 7 dicembre 2018 sono stati ammessi di diritto alla rottamazione ter, con riferimento alle somme residue, originariamente in scadenza nei mesi di novembre 2018 e febbraio 2019. A tale scopo, l’Ader avrebbe dovuto inviare una apposita comunicazione, con l’indicazione delle rate da versare nei termini ordinari di legge. La prima di queste scade ugualmente alla fine di luglio. In proposito, si segnala che l’Ader sta procedendo con ritardo alla trasmissione della liquidazione delle somme che derivano dalla rottamazione bis. Il mancato rispetto della scadenza di fine mese, seppure con la tolleranza di cinque giorni, comporta il venir meno dei benefici di legge nei riguardi dei carichi in oggetto.
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