Reintrodurre 
l’Imu per tutti

di Cristina Bartelli


Occhi della Commissione europea rivolti a patrimoni e consumi, due voci che a giudizio di Bruxelles, in Italia sono le basi imponibili meno penalizzanti per la crescita e sottoutilizzate. Due categorie su cui dunque si può intervenire per alleggerire il carico fiscale sul lavoro e sul capitale senza, in tal modo, gravare sul bilancio dello Stato. È questa una delle indicazioni che arriva dal testo ufficiale delle raccomandazioni della Commissione Ue all’Italia del 2 /7/019 e ratificato ieri. Nel documento l’11esima raccomandazione è dedicata al fisco. Oltre a puntare il dito contro una mancata imposta patrimoniale sulla prima casa, i tecnici di Bruxelles sottolineano che «il numero e l’entità delle agevolazioni fiscali, in particolare per quanto riguarda le aliquote ridotte dell’Imposta sul valore aggiunto, sono elevati e la loro razionalizzazione è stata sistematicamente rinviata negli ultimi anni». Fondamentale poi sarebbe l’aggiornamento del catasto in quanto, si legge nel documento, «i valori catastali dei terreni e dei beni, che costituiscono la base per il calcolo dell’imposta sui beni immobili, sono in gran parte non aggiornati ed è ancora in itinere la riforma tesa ad allinearli ai valori di mercato correnti». Bruxelles invita il legislatore italiano a intervenire sul complesso sistema tributario puntando all’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali. Inoltre sul capitolo Iva benché si riconoscano i progressi introdotti con la fatturazione elettronica si ribadisce che: «Il divario dell’Iva (ossia la differenza tra il gettito dell’Iva teorico e quello effettivamente incassato) è tra i più elevati dell’Unione ed è determinato, tra gli altri fattori, dall’elevato livello di evasione fiscale, connesso in particolar modo all’omessa fatturazione». La strada, secondo la Commissione, dunque è quella di «contrastare l’evasione fiscale, in particolare nella forma dell’omessa fatturazione, tra l’altro potenziando i pagamenti elettronici obbligatori, anche mediante un abbassamento dei limiti legali per i pagamenti in contanti», oltre che riducendo le agevolazioni fiscali e riformando i valori catastali non aggiornati.


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