Fisco: 75,5 milioni unità immobiliari in archivio catasto
Rendita pari a 37,4 miliardi.Oltre 60 mln appartengono a persone
Redazione ANSA
(ANSA) – ROMA, 18 LUG – Cresce il numero degli immobili presenti nelle banche dati del Catasto italiano: sono 75,5 milioni le unità immobiliari registrate negli archivi catastali dell’Agenzia delle Entrate, di cui 65 milioni censite nelle categorie ordinarie e speciali, con una rendita attribuita pari a 37,4 miliardi di euro. Lo rende noto l’Agenzia sul suo sito, sottolineando che la maggior parte, oltre 60 milioni di unità, è di proprietà delle persone fisiche, per una rendita complessiva di 22,8 miliardi di euro, il 61% del totale.
In sostanza, spiega l’Agenzia, nel 2018 lo stock immobiliare italiano è aumentato dello 0,6%, con circa 400mila unità in più rispetto al 2017. Gli intestatari si confermano, in larga misura, persone fisiche per circa l’88% del patrimonio totale.
Continua a crescere la rendita catastale complessiva: +0,5% nel 2018 rispetto al +0,4% del 2017.
L’abitazione italiana media censita in catasto ha 5,5 vani, mentre è leggermente più piccola quando non è di proprietà delle persone fisiche, spiega ancora l’Agenzia delle Entrate. Riguardo invece i metri quadri, la superficie media delle abitazioni censite negli archivi, calcolata come rapporto tra la superficie catastale complessiva e il numero di unità, si è confermata pari a circa 117 mq. E’ invece inferiore a 100 mq per le abitazioni in categoria popolare, rurale e ultrapopolare.
Le unità immobiliari censite come abitazioni sono oltre 35 milioni, circa 92mila unità in più rispetto al 2017 (+0,3%). In particolare, rispetto all’anno precedente aumentano il numero dei villini (+1%), le abitazioni e gli alloggi tipici dei luoghi (+0,5%) e le abitazioni classificate come civili ed economiche (rispettivamente +0,7% e +0,4%). Diminuiscono, invece, le abitazioni signorili (-1,8%), le abitazioni popolari (-0,5%), le ville (-0,5%), i castelli e i palazzi di pregio (-0,2%) e, con tassi superiori al 2%, le abitazioni di tipo ultrapopolare e rurale (rispettivamente -2,6% e -3,2%).
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