Isa, gli adeguamenti a ostacoli 

di Andrea Bongi


Nuovi Isa: inutile l’indicazione di maggior ricavi o compensi a fronte di indicatori insensibili all’adeguamento. È quanto avviene, ad esempio, per gli indicatori elementari «Durata e decumulo delle scorte» e «Incidenza dei costi residuali di gestione», a fronte dei quali l’unica possibilità per il contribuente di migliorare il proprio profilo di affidabilità fiscale è costituita dalla rimozione dell’anomalia alla base della loro discesa in campo. È quanto chiarito dall’Agenzia delle entrate nel corso della videoconferenza sui nuovi Isa tenutasi il 17 luglio scorso presso il consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili.


A fronte di specifica richiesta inerente la «rigidità» di tali indicatori, i funzionari delle Entrate hanno infatti chiarito che l’eventuale anomalia scaturente dagli stessi potrà essere rimossa solo correggendo i dati rilevati come anomali e che la dichiarazione di ulteriori componenti positivi non potrà in alcun modo migliorare il punteggio dei singoli indicatori; gli stessi, in altri termini, non risultano «sensibili» agli eventuali ulteriori componenti positivi che il contribuente vorrà dichiarare per migliorare il proprio profilo di affidabilità.


Questi due indicatori, al pari di altri, hanno infatti il compito di scovare anomalie gestionali indipendenti dai volumi di ricavi e redditi dichiarati. La loro specifica funzione è quella di anticipare le comunicazioni di anomalia invitando il contribuente alla rimozione dell’errore già in sede di predisposizione della dichiarazione dei redditi.


Dalla lettura delle note metodologiche dei singoli modelli Isa approvati per il periodo d’imposta 2018, hanno aggiunto i funzionari dell’amministrazione finanziaria, sarà possibile individuare quali tipologie di indicatori come quelli sopra ricordati, possono entrare in campo per ogni singolo contribuente. 


Per quanto riguarda l’indicatore elementare «Durata e decumulo delle scorte» esso può essere definito come un indicatore composito costituito dalla media semplice dei punteggi dei due indicatori elementari «Durata delle scorte» e «Decumulo delle scorte».


L’indicatore «Durata delle scorte» misura i giorni di durata media delle scorte in magazzino e la sua introduzione si è resa necessaria dopo la constatazione che nell’era di vigenza degli studi di settore, molti magazzini avevano avuto un anomalo effetto di gonfiamento.


L’indicatore «Decumulo delle scorte» fornisce infatti una misura dello smobilizzo delle giacenze di magazzino nel corso dell’anno. Tale riduzione viene commisurata al livello medio degli acquisti (di prodotti e materiali) nei due anni precedenti a quello di applicazione del modello Isa. L’indicatore in questione viene applicato soltanto quando il suo punteggio è superiore al punteggio dell’indicatore «Durata delle scorte».


Situazione del tutto analoga è quella che caratterizza l’applicazione dell’indicatore elementare denominato «Incidenza dei costi residuali di gestione» che viene calcolato dal software Isa come rapporto percentuale tra i costi residuali di gestione e i costi totali.


Anche questo indicatore è assolutamente rigido ed insensibile all’incremento tramite adeguamento dei ricavi o compensi dichiarati dal contribuente. L’unica possibilità che il contribuente ha per rimuovere l’apporto negativo di tale indicatore in termini di punteggio di affidabilità complessivo, è quella di rimuovere alla fonte le cause del suo innesco.


Occorrerà quindi analizzare con attenzione il contenuto dei costi residuali di gestione depurandoli, quando e se possibile, da elementi che potrebbero trovare collocazione in altre voci del conto economico.


Anche quest’ultimo indicatore, hanno precisato i funzionari dell’amministrazione finanziaria, è figlio dell’esperienza di oltre venti anni di applicazione degli studi di settore. Molto spesso infatti nei quadri contabili di Gerico si era soliti assistere a un fenomeno di «scivolamento» dei costi dalla parte alta del conto economico verso la parte bassa dello stesso costituita appunto dagli altri oneri o costi residuali di gestione. 


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