I modelli Isa sono più leggeri
Alessio Villarosa
Alessio Villarosa
di Giulia Provino
Primi passi verso la semplificazione delle dichiarazioni. I modelli Isa approvati per il periodo di imposta 2018, rispetto ai modelli di studi di settore approvati per l’annualità 2015, mostrano una notevole contrazione delle informazioni richieste, passando da 258 informazioni mediamente presenti nei modelli di studi di settore a 147 dei modelli Isa. Inoltre, se si concentra l’analisi sui quadri contenenti i dati strutturali, la contrazione appare ancora più evidente: si passa da 83 variabili mediamente presenti nei modelli di studi di settore a 29 variabili in media presenti nei modelli Isa. Questa è una delle risposte fornite dal sottosegretario del Ministero dell’economia Alessio Villarosa alle interrogazioni svoltesi ieri in Commissione finanze alla Camera. L’interrogazione di Galeazzo Bignami (Fi), lamentava un aggravio burocratico a carico dei contribuenti con l’applicazione degli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) per i quali, si rende necessario integrare la documentazione con i dati fiscali degli ultimi 8 anni anche se già in possesso dell’Agenzia delle entrate. I dati forniti dall’Agenzia delle entrate per l’applicazione degli Isa non sono costituiti esclusivamente da dati dichiarati dal contribuente ma, in taluni casi, sono provenienti da fonti informative diverse (l’Anagrafe tributario, l’Inps, la Guardia di finanza ecc.). La messa in disponibilità delle informazioni, ha spiegato Villarosa, dopo «aver sentito l’Agenzia delle entrate», ha il fine di ridurre il numero di informazioni richieste al contribuente in fase dichiarativa. Il percorso di semplificazione rappresenta solo un primo passo verso una più consistente riduzione degli adempimenti, posto che il dl Crescita ha previsto che a partire dal periodo di imposta 2020 ai modelli da utilizzare per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli Isa sono esclusi i dati già contenuti negli altri quadri dei modelli di dichiarazione previsti ai fini delle imposte sui redditi. Riguardo alle modalità con cui l’Agenzia mette a disposizione del contribuente e dell’intermediario le ulteriori informazioni utili al calcolo degli Isa, tali informazioni rimangono sempre disponibili all’interno del Cassetto fiscale del contribuente.
Irregolarità del Modello 770/2017. Gli avvisi di irregolarità relativi al modello 770/2017 inviati dall’Agenzia delle entrate derivano dall’esposizione del bonus Irpef recuperato ai percipienti (rigo SX47, colonna 3, del modello 770), per un importo inferiore a quello riportato nelle certificazioni uniche rilasciate ai medesimi percipienti. Lo ha spiegato Villarosa in relazione all’interrogazione di Silvia Fregolent (Pd), relativa a una problematica riferita dall’Associazione nazionale dei consulenti del lavoro secondo cui, l’Agenzia delle entrate starebbe inviando avvisi di irregolarità relativi al modello 770/2017 fondati su una apparente incongruenza tra la certificazione unica ed il modello. Le differenze deriverebbero da un errore di alcuni software di compilazione che hanno riportato l’ammontare del bonus al netto delle compensazioni.
Inoltre, l’interrogazione evidenziava un disallineamento tra le istituzioni per la compilazione dei due modelli e la rimozione temporanea del controllo bloccante sui software di compilazione automatica.
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