Isa, sospensione senza via d’uscita
Giovanni Currò
Sulla sospensione degli Isa la strada è senza via di uscita, mentre c’è spazio per qualche aggiustamento sui servizi collegati all’avvio, a partire dal primo gennaio 2020, dei corrispettivi telematici estesi a tutti. Gli interventi migliorativi sono rivolti alla App gestita dall’Agenzia delle entrate con l’obiettivo di semplificare.
E in chiave di semplificazione potrebbe arrivare anche un ripensamento sul regime dei minimi. Il timore paventato da Massimo Garavaglia, ex viceministro dell’economia su ItaliaOggi (si veda ItaliaOggi del 4/9/19) che non ci sia l’applicazione dell’aliquota del 20% a chi ha un reddito tra i 65 mila e i 100 mila euro come stabilito dalla legge di bilancio 2019, trova indirette conferme nelle parole di Giovanni Currò, membro del Movimento 5 stelle della commissione finanze della camera: «È necessario verificare innanzitutto se l’autorizzazione della Commissione europea sia arrivata», spiega a ItaliaOggi, « da lì si dovrà aprire una riflessione. Idealmente sarebbe corretto ritornare alla precedente normativa ma se vediamo una gradualità dell’avvio verso il regime ordinario si potrebbe mantenere anche così». Per il deputato 5stelle il riferimento è a un meccanismo che mantenga il regime dei minimi per così dire puri fino a 65 mila euro, dai 65 mila ai 100 mila euro, con l’imposta del 20% quei soggetti che iniziano ad accantonare costi e «superiore ai 100 mila euro passano in regime ordinario con la contabilità ordinaria. Su una cosa si deve essere certi», prosegue Currò, «la revisione della disciplina fiscale, come da punto del programma di governo, ormai è sotto gli occhi di tutti perché il sistema è diventato ingestibile. Il regime dei minimi deve comunque puntare, e perseguire alla crescita e se la riforma fiscale è fatta bene si può pensare a un piano di rilancio».
Sul punto della sospensione della disciplina degli Isa, chiesta ormai all’unanimità dalle categorie che rappresentano gli intermediari finanziari e i professionisti (gli ultimi a chiedere un provvedimento di stop, in ordine di tempo, sono stati gli iscritti all’Int, istituto tributaristi, e gli iscritti all’Ocf, Organismo congressuale forense), la sensazione di Currò, presente anche ai tavoli del ministero dell’economia, è che ci siano pochi margini di manovra: «Non ci sono i tempi per intervenire con un decreto ministeriale sulla scadenza del 30 settembre dell’invio delle dichiarazioni ma soprattutto sugli Isa ci sono 2 miliardi di incassi da contrasto all’evasione basato sul recupero dell’anno precedente quando ancora si applicavano gli studi di settore».
Infine puntando sempre all’indicazione del programma di governo della semplificazione del fisco, Currò evidenzia la necessità di riprogettare il sito dell’Agenzia delle entrate e potenziare gli interscambi del cassetto fiscale, gestito dall’Agenzia delle entrate, e di quello previdenziale, gestito dall’Inps: «Sarebbe una delle prime cose da sviluppare la possibilità di potenziare l’utilizzo dei dati e lo scambio di comunicazioni presenti nei cassetti dei due istituti con la possibilità di fare gli F24 anche con il cassetto previdenziale», conclude Currò.
Cristina Bartelli

