Compensazioni al giro di vite
di Andrea Bongi
Per colpa di qualcuno, il fisco non fa più credito a nessuno. Sembra essere questo il motto che guida l’ennesimo giro di vite sulle compensazioni nella manovra 2020.
Nessun credito fiscale di importo superiore ai 5 mila euro potrà infatti essere più utilizzato in compensazione orizzontale prima della presentazione della relativa dichiarazione. Previsto anche un inasprimento delle sanzioni amministrative per ogni delega presentata in compensazione priva dei requisiti e scartata a seguito delle attività di controllo del fisco.
La stretta sull’uso dei crediti fiscali sarà immediata e colpirà tutti quelli maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019.
È quanto si evince dalla lettura della bozza di decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2020. Da tale testo emerge infatti la volontà di modificare l’articolo 17 del dlgs n. 241 del 1997 prevedendo che la compensazione del credito annuale o relativo a periodi inferiori all’anno dell’imposta sul valore aggiunto, dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e all’imposta regionale sulle attività produttive, per importi superiori a 5 mila euro annui, potrà essere effettuata a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito emerge.
Se tale previsione normativa verrà confermata con decorrenza dal 1° gennaio 2020 i contribuenti potranno utilizzare liberamente e prima della presentazione della relativa dichiarazione (Iva, dei redditi ecc.) in compensazione orizzontale soltanto crediti di importo non superiore a 5 mila euro.
Per utilizzare crediti di importo superiore sarà infatti necessario attendere il decimo giorno successivo a quello di presentazione del relativo modello dichiarativo munito di apposito visto di conformità.
Il meccanismo sopra descritto finisce dunque per allineare la disciplina della compensazione orizzontale dei crediti derivanti dalle imposte sui redditi con le regole già in vigore per i crediti relativi all’Iva.
Scorrendo la bozza della relazione di accompagnamento del collegato fiscale si evince che i nuovi limiti non si renderanno applicabili alle compensazioni dei crediti effettuate dai sostituti d’imposta per il recupero delle eccedenze di versamento delle ritenute e dei rimborsi o dei bonus erogati ai dipendenti (quali, per esempio i rimborsi da modello 730 e il cosiddetto bonus 80 euro).
La stretta alla compensazione orizzontale di tutti i crediti fiscali oltre la soglia di 5 mila euro si rende necessaria, stando ai contenuti della suddetta relazione illustrativa, al fine di rafforzare e ampliare il contrasto delle indebite compensazioni di crediti effettuate tramite modello F24, ai fini del pagamento di tributi e contributi.
A tale ultimo proposito le modifiche contenute nella bozza del collegato fiscale alla manovra 2020 inserendo in maniera generalizzata il requisito della preventiva presentazione della dichiarazione da cui emergono i crediti compensabili, renderanno ancora più efficace e tempestiva l’attività di controllo del fisco. Tutto ciò per il fatto che già nella fase di ricezione del modello F24, sarà possibile stabilire se il credito compensato sia vistato e non superi il credito dichiarato. In assenza di tali requisiti si avrà lo scarto all’origine del modello F24 che contenga compensazioni di crediti non vistati oppure eccedenti l’importo dichiarato, riducendo di conseguenza l’onere per il bilancio dello stato in termini di spesa. Onere che la relazione tecnica quantifica in circa 1.084 milioni di euro limitatamente ai crediti Ires, Irpef e Irap.
Nel 2020, anno di prima applicazione delle nuove disposizioni, si avrà anche un differimento del termine a decorrere dal quale potranno essere utilizzati i crediti in compensazione e ciò farà sì che una parte di questi non potrà essere compensata entro la fine dello stesso anno 2020 (per incapienza rispetto ai debiti da pagare tramite compensazione), slittando così ai primi mesi del 2021.
Tornando allo scarto della delega F24 che non rispetta i nuovi e più stringenti requisiti sopra descritti la bozza di collegato fiscale alla manovra prevede anche un inasprimento della sanzione amministrativa che si applicherà nella misura di euro 1.000 per ciascuna delega non eseguita.
Prevista anche l’introduzione di nuove procedure di cooperazione rafforzata fra l’Agenzia delle entrate, l’Inps e l’Inail che potranno definire, allo scopo di agevolare e rendere più efficace e tempestivo il recupero dei crediti indebitamente utilizzati in compensazione tramite modello F24.
Nello specifico si prevede che l’Inps e l’Inail possano inviare all’Agenzia delle entrate segnalazioni qualificate relativamente a operazioni che presentano profili di rischio, ai fini del recupero del credito indebitamente compensato.

