Isa, differimento al 16 marzo per i pagamenti di novembre

Dai nuovi Isa un tesoretto inatteso. Si tratta di circa 1,5 miliardi di euro che verranno utilizzati per consentire il differimento al 16 marzo 2020 dei pagamenti in scadenza il 18 novembre prossimo.


Il differimento dei suddetti versamenti si rende infatti possibile, così si legge nel comunicato stampa diffuso dal Ministero dell’economia e delle finanze, grazie al fatto che «… i dati sui versamenti al 30 settembre 2019 da parte dei contribuenti ai quali si applicano gli Isa e dai c.d. forfettari, mostrano uno scostamento positivo di 1.460 milioni di euro rispetto alle previsioni su base annua incluse nella Nota di Aggiornamento del Documento di economia e finanza». Dal punto di vista tecnico questo extra gettito dovrebbe dunque essere ascritto, quasi integralmente, all’effetto di compliance dichiarativa svolto dai nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale. Secondo il citato comunicato stampa il tesoretto Isa potrebbe addirittura rivelarsi anche più cospicuo posto che lo stesso rappresenta una stima «estremamente prudenziale», del gettito atteso dai contribuenti che alla scadenza del 30 settembre hanno scelto di rateizzare il versamento (entro la scadenza del 16 novembre), ovvero di versare con una maggiorazione dello 0,4% il 30 ottobre (in unica soluzione o in due rate entro il 16 novembre). Se tali stime saranno confermate anche dai dati effettivi si dovrà ammettere che nonostante le criticità e le difficoltà operative, i nuovi strumenti di compliance che hanno sostituito gli studi di settore, hanno indotto molti contribuenti ad adeguare il livello dei ricavi e compensi da dichiarare al fisco. 


Queste considerazioni, se confermate, potrebbero addirittura ingenerare un vero e proprio «effetto leva» su tutti quei contribuenti che ancora non hanno preso una decisione definitiva in relazione al possibile miglioramento del loro punteggio sintetico di affidabilità fiscale. Questi soggetti potrebbero essere infatti indotti ad adeguare i loro ricavi o compensi pagando le maggiori imposte dovute, comprensive della maggiorazione dello 0,40%, entro il 31 ottobre prossimo. Resta da capire se il differimento al 16 marzo 2020 sarà gratuito o meno. È probabile che sugli importi oggetto di tale slittamento in avanti sarà dovuta la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi compensativi o gli interessi legali. Ma questo si potrà sapere solo quando il testo del decreto fiscale collegato alla manovra 2020 sarà stato approvato dal consiglio dei ministri. 


Al di là delle soluzioni tecniche che verranno scelte per effetto di tale differimento la dichiarazione dei redditi del 2018 resterà in ballo fino a marzo 2020. Questo è infatti l’effetto pratico dello slittamento al 16 marzo dell’anno prossimo della rata delle imposte dovute a saldo ed a titolo di primo acconto in scadenza al prossimo 18 novembre (il 16 cade di giorno festivo) da parte dei soggetti per i quali risultano approvati i nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale. Per circa 4 milioni di imprese e liberi professionisti soggetti o potenzialmente soggetti ai nuovi Isa, la stagione della dichiarazione dei redditi dell’anno 2018 si protrarrà fino alla primavera del 2020. Si tratta di uno scenario senza precedenti nel panorama fiscale del nostro paese. Mai infatti i pagamenti delle imposte dovute sulla base della dichiarazione dei redditi erano slittati così tanto in avanti. 


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