Bonus e sgravi, ecco il decreto sisma
Stato di emergenza fino a fine 2020. Misure a favore dei giovani imprenditori
Busta paga pesante: Pagamenti fiscali e contributivi al 50%
Complici gli incontri tra le delegazioni della maggioranza e il premier Giuseppe Conte sulla manovra, è stato convocato solo in serata il consiglio dei ministri che aveva all’ordine del giorno il via libera al decreto terremoto. La discussione è andata avanti fino a tardi su un testo preceduto da molte polemiche: da una parte i territori hanno lamentato di essere stati coinvolti solo quando i giochi erano ormai chiusi. Dall’altra le opposizioni hanno accusato il governo di una mossa elettorale in vista delle regionali umbre di domenica prossima.

Nel pomeriggio si sono svolte a Palazzo Chigi gli incontri tra la delegazione governativa guidata dal premier stesso e il rappresentanti delle Regioni e dei Comuni: oltre a una delegazione dell’Associazione nazionale dei comuni (Anci), erano presenti come presidenti delle Regioni Nicola Zingaretti (Lazio), Fabio Paparelli (Umbria), Luca Ceriscioli (Marche) e Marco Marsilio (Abruzzo). Proprio Marsilio, tra i più critici con il governo per la mancata presa in considerazione del territorio che rappresenta, ha registrato delle timide aperture: «Il titolo del decreto adesso è relativo agli eventi sismici, al plurale, e non più solo riferito a quelli del centro Italia», vale a dire quelli del 2016 e del 2017, come previsto in una prima versione. Una modifica non solo formale, visto che in sede di conversione in legge del testo, se ci sarà la volontà politica, potranno essere ricompresi nelle misure anche altri eventi sismici, a partire da quello dell’Aquila del 2009.

I punti cardine del provvedimento entrato ieri in consiglio dei ministri prevedono l’estensione dello stato di emergenza al 31 dicembre 2020 e fissano l’erogazione di 380 milioni per il 2019, da attingere dal Fondo per le emergenze nazionali previsto nel codice della Protezione Civile, e di altri 345 milioni per il 2020 provenienti dalla contabilità speciale intestata al Commissario straordinario.

A favore delle popolazioni colpite si prevede che gli adempimenti e i pagamenti delle ritenute fiscali e contributi previdenziali e assistenziali (nonché i premi per l’assicurazione obbligatoria) siano effettuati a partire dal 15 gennaio 2020, ma nei limiti del 50% degli importi dovuti. Anche se dai territori era venuta la richiesta rendere le buste paga ancora più pesanti.

Nel novero degli interventi che il Commissario Straordinario del governo è chiamato a organizzare la priorità viene data alla ricostruzione degli edifici scolastici, che dovranno essere ripristinati o riedificati nello stesso luogo nel caso in cui fossero ubicati nei centri storici, premettendo che in ogni caso «la destinazione urbanistica delle aree a ciò destinate non può essere mutata». Il decreto punta anche a migliorare le procedure per la ricostruzione degli immobili privati grazie a un iter più semplice e veloce.

Sul tema macerie, il decreto fissa poi entro il 31 dicembre 2019 l’obbligo per le Regioni di aggiornare i siti di stoccaggio temporaneo e, in mancanza di una intesa, autorizza il Commissario straordinario «ad aggiornare comunque il piano». È prevista poi l’estensione ai comuni del Cratere delle misure a favore dei giovani imprenditori del Sud , denominate «Resto al Sud», le cui risorse vengono aumentate di 20 milioni rispetto a quelle già assegnate dal Cipe.

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