Bonus Tari per i meno abbienti
di Francesco Cerisano


Tassa rifiuti più leggera per le famiglie disagiate. Come già accade per i bonus elettricità, gas o acqua, dal 2020 circa 2 milioni di nuclei familiari potranno accedere a condizioni tariffarie agevolate per la fornitura del servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani. Sarà l’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente a definire le modalità attuative delle sconto, siglando un’apposita convenzione con Anci per assicurare una capillare informazione sui bonus sociali destinati ai cittadini. E’ quanto prevede un emendamento al decreto fiscale (dl n.124/2019), a prima firma di Roberto Pella (Forza Italia) approvato dalla commissione finanze della camera, assieme a un nutrito pacchetto di proposte emendative di interesse per gli enti locali. A cominciare da quella sulle indennità di funzione dei sindaci dei comuni fino a 3.000 abitanti che salgono fino all’85 per cento di quelle spettanti ai sindaci dei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti. Tradotto in cifre, si tratta di circa 1.400 euro netti a condizione però che si prendano in considerazione le indennità previste dal dm 119/2000 senza tener conto della riduzione del 10% operata dalla Finanziaria 2006. 


Gli aumenti delle indennità per i sindaci dei piccoli comuni saranno finanziati con un fondo di 10 milioni cui si provvederà mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa che va a finanziare l’esenzione Imu sui terreni agricoli. 


L’emendamento sulle indennità dei sindaci, presentato dal gruppo Pd (primi firmatari Fabio Melilli e Chiara Braga) è stato approvato con il voto unanime della commissione finanze di Montecitorio. Segno, ha commentato il sottosegretario all’interno Achille Variati, della «grande sensibilità da parte del parlamento e delle diverse forze politiche verso i territori. «C’era bisogno di riconoscere le difficoltà dei sindaci delle piccole comunità italiane, con una norma che li ponesse su un piano di pari dignità», ha proseguito Variati, «Per la prima volta lo Stato ha creato un fondo di 10 milioni di euro, gestito dal Viminale, per far pesare il meno possibile l’aumento d’indennità alle casse dei piccoli e piccolissimi comuni».


Semaforo verde anche a un emendamento che prevede che siano i consigli (comunali, provinciali, delle città metropolitane e delle unioni di comuni) a eleggere a maggioranza assoluta il componente dell’organo di revisione (quando ha composizione collegiale) con funzioni di presidente. 


Approvato anche un emendamento che destina 5,5 milioni di euro annui dal 2020 per sterilizzare i tagli ai piccoli comuni che si ritroveranno con un Fondo di solidarietà in negativo. Il contributo sarà erogato sino a concorrenza del valore negativo del fondo di solidarietà comunale, al netto della quota di alimentazione del fondo stesso, e, comunque, nel limite massimo 50.000 euro a comune. In caso di insufficienza delle risorse, il riparto avverrà in misura proporzionale al valore negativo del fondo di solidarietà comunale considerando come valore massimo ammesso a riparto l’importo negativo di 100.000 euro. 


Tornando all’emendamento Pella sulla Tari, nello specifico si prevede che sia l’Arera ad assicurare agli utenti domestici del servizio di gestione integrato dei rifiuti urbani e assimilati «in condizioni economico-sociali disagiate», l’accesso a condizioni tariffarie agevolate alla fornitura del servizio. Gli utenti beneficiari saranno individuati in analogia ai criteri utilizzati per i bonus sociali relativi all’energia elettrica, al gas e al servizio idrico integrato. «E’ una semplificazione del processo di determinazione della tariffa che i sindaci attendevano da molto tempo», ha commentato Pella che è anche vicepresidente dell’Anci. «Per questo sono soddisfatto che alla nascita del bonus sociale si accompagni una revisione ordinata che implicherà riduzione dei costi di gestione del sistema, semplificazione e azzeramento degli oneri organizzativi a carico delle famiglie». 


La proposta accolta, formulata da Anci, prevede che il bonus sia attribuito in modo automatico, attraverso il sistema Sgate (Sistema di gestione sulle agevolazioni delle tariffe energetiche) già in uso. 


Con lo stesso correttivo che introduce il bonus Tari, viene fissato al 30 aprile di ogni anno il termine per l’approvazione delle tariffe, svincolandolo così dalla data di deliberazione del bilancio di previsione. 


«L’impossibilità di acquisire tempestivamente il piano finanziario di gestione ha spesso esposto i comuni al rischio di non potere approvare per tempo le tariffe Tari, o di non poterle aggiornare», ha concluso Pella. «In questo modo le tariffe Tari saranno aggiornate coerentemente ai piani finanziari di gestione del soggetto che svolge il servizio».


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