Surroga mutuo, quattro mosse per ottenere il massimo dal cambiamento
Controllare ed escludere
Come muoversi se si vuole cambiare un mutuo in corso? Ora che i tassi sono al minimo storico, con il «fisso» a cavallo del punto percentuale, si può considerare la surroga, ovvero il cambio in corsa del mutuo per la casa. La surroga, però, non è l’unica strada percorribile. Anzi, a volte non è percorribile per nulla.
Ecco i quattro elementi da valutare per risparmiare con la surroga.
Prima verifica: rinegoziare
La prima cosa da verificare è la possibilità di ottenere la modifica delle condizioni contrattuali del mutuo Con formalità ridotte e con spese minime o nulle si possono modificare con la propria banca: la durata del mutuo, il tipo di tasso, il tasso di interesse. È’ la cosiddetta «rinegoziazione», che però ovviamente la banca non ha nessun obbligo di accettare. A maggior ragione bisognerebbe esperire il tentativo di rinegoziare se ci sono difficoltà oggettive a pagare il mutuo. Se sono problemi di lavoro che non si riescono a nascondere (ad esempio se si è finiti in cassa integrazione) le possibilità di ottenere una surroga sono pressoché inesistenti.
Seconda verifica: fare bene i conti sulla nuova offerta
Se la prima strada non è praticabile e guardando a quanto offre il mercato si trovano condizioni più convenienti, prima di avviare le pratiche con la banca che sulla carta chiede meno bisognerebbe informarsi anche sui costi dei prodotti legati al mutuo. La nuova banca chiederà certamente l’apertura di un conto corrente. Risparmiare 10 euro al mese su una rata e pagarne 300 all’anno in più per il conto corrente non è un buon affare.
Terza verifica: attenzione alla durata
Se la durata residua del mutuo è breve e soprattutto se la somma da mutuo è limitata (orientativamente sotto i 70mila euro) le probabilità di trovare una banca disposta a surrogare sono scarse, perché il nuovo creditore non ha modo di recuperare i costi per acquisire il cliente.
Quarta verifica: quanti soldi mi servono?
La rinegoziazione con la propria banca e la surroga hanno entrambe un limite presentato dalla legge, l’importo massimo ottenibile non può eccedere il debito residuo. Se si ha bisogno di liquidità aggiuntiva comunque bisogna mettere in conto costi decisamente più alti, perché per la somma in più o si ottiene un prestito personale (con tassi che non sono quelli del mutuo) o si fa un mutuo per la somma eccedente il debito residuo. C’è una terza possibilità, piuttosto onerosa ma che a determinate condizioni potrebbe risultare la meno dispendiosa. Estinguere il vecchio mutuo e aprirne uno nuovo (sempre che la garanzia ipotecaria sia sufficiente). L’estinzione è gratuita, ma di fatto è necessario il notaio per la cancellazione dell’ipoteca e poi pagare i costi legati alla stipula del nuovo finanziamento.

