Il superbonus va portato fino al 2023
Perché il superbonus edilizio 110% deve essere prolungato fino almeno al 2023?


La risposta è semplice: perché funziona.


Ovviamente ci si potrebbe dilungare in molte discussioni, in profonde analisi previsionali e anche in lunghe diatribe su a chi effettivamente giovi questa misura. Però un dato è incontrovertibile. Il 110% è uno strumento che da una parte ha fatto rialzare la testa al settore edilizio che in questi anni era stato terremotato dalla crisi finanziaria del 2007-2008 da cui non si era più ripreso producendo una perdita netta di migliaia di posti di lavoro. E che sta attuando una vera transizione ecologica dello stile di vita di migliaia di persone.


È costoso? Sì. Le stime arrivano a 9 miliardi l’anno.


Ma la domanda a cui la politica oggi deve rispondere non è questa, ma un’altra: ne vale la pena?


Conviene cioè investire tanti miliardi di denaro pubblico in questa misura?


È utile usare una parte dei fondi Ue del Recovery plan per il 110%?


La mia risposta è sì.


Perché, come ha spiegato bene il premier Draghi, ora la questione non è chiedere ma dare soldi al Paese. E, anche alla luce del nostro enorme debito pubblico, occorre darli per qualcosa per cui vale la pena.


Il debito non è cattivo per definizione, lo è se finisce per essere sprecato.


Ma c’è anche (come ci ha insegnato Draghi) un debito buono che serve ad alimentare investimenti pubblici, i quali a loro volta migliorano in maniera strutturale la vita delle persone. Il superbonus 110% e il principio di cessione del credito stanno svolgendo proprio questo compito.


Creano posti di lavoro sia diretti che indiretti, quindi reddito e aiutano la domanda interna. Migliorano la qualità delle case e di conseguenza la vita delle famiglie (il lockdown ha fatto capire quanto sia importante poter vivere in un ambiente domestico di qualità) e valorizzano il loro patrimonio.


Migliorano l’ambiente, la vita delle città e delle comunità. Contribuiscono alla riduzione dei consumi energetici e di conseguenza abbattono i livelli di inquinamento atmosferico.


Il 110% è al momento l’unica misura anti-ciclica messa veramente in campo per combattere la crisi provocata dalla pandemia. E pur con un avvio pieno di incertezza e qualche difficoltà tecnico-burocratica, sta dimostrando di funzionare bene. Per cui sarebbe un grave errore politico se il Governo decidesse di affossarlo, un segnale negativo a famiglie e imprese.


Per questo credo che sia indispensabile che il Governo fornisca rassicurazioni e dica in maniera inequivocabile che il 110% sarà prolungato almeno fino alla fine del 2023 e che la possibilità di cessione del credito per qualsivoglia tipo di bonus diventerà uno strumento permanente.


Se così non fosse, si aprirebbe una falla politica col governo, che poi qualcuno dovrebbe preoccuparsi di riparare adeguatamente.


* presidente Commissione Attività produttive Camera dei deputati

fonte italiaoggi