Demolizione con ricostruzione agevolata al 110%, ma non dal superbonus in versione eco per la parte che comporta un ampliamento dei precedenti volumi e per tutti i lavori che riguardano locali privi di un impianto di riscaldamento fisso. Sono i due chiarimenti più rilevanti contenuti nella risposta a interpello 423 pubblicata dall’agenzia delle Entrate.

Il caso riguarda due distinti fabbricati residenziali «posti nelle vicinanze e ubicati in zona sismica 2, ciascuno avente una unità immobiliare di categoria catastale A/2 e ingresso autonomo». Da sottolineare che «solo uno dei due edifici è dotato di impianto di riscaldamento e di allacci gas, idrici ed elettrici».

Su questi immobili è in corso di realizzazione un intervento di demolizione e ricostruzione per adeguamento sismico e riqualificazione energetica dei due edifici «senza che sia rispettata la sagoma, il sedime originario e con un incremento volumetrico, ricostruendo un unico edificio composto da due unità immobiliari (una al piano terreno e l’altra al primo piano)». Cosa succede in un caso del genere in termini di accesso al superbonus?

Per rispondere, l’agenzia delle Entrate spiega, anzitutto, che in relazione agli interventi “trainati” di efficientamento energetico «il superbonus spetta a condizione che gli edifici oggetto degli interventi abbiano determinate caratteristiche tecniche e, in particolare, siano dotati di impianti di riscaldamento funzionanti» .

fonte sole24h