Hai deciso di organizzare una festa in casa tua, ma poiché abiti in un condominio vuoi prima sapere se ci sono regole da rispettare, autorizzazioni da chiedere, orari da osservare. Cosa prevede la legge in questi casi? In realtà, il codice civile fissa solo un principio generale in merito al rumore, lasciando la restante regolamentazione ai singoli condomìni che, tramite il proprio regolamento interno, possono fissare ulteriori limiti o diritti. Ne consegue che ciascun condomino può organizzare feste al suo interno, utilizzando anche le parti comuni purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri condomìni di farne parimenti uso (art. 1102 c.c.).
Divieti e buonsenso
L’uso del giardino o del cortile o del terrazzo comune per le feste se il regolamento condominiale non impone divieti in merito, deve considerarsi legittimo, ad esempio, per festeggiare i compleanni dei propri figli o con degli amici o parenti dei condomìni. Attualmente, sono ammesse le visite in casa anche agli amici, oltre che ai congiunti, ma gli incontri devono avvenire sempre nel rispetto del buonsenso e delle misure di sicurezza. Il numero esatto di persone che possono ritrovarsi all’interno dell’abitazione è lasciato al buonsenso dei cittadini. Stabilire un numero preciso sarebbe, oltretutto, inutile e illogico: questo dipende dall’ampiezza dello spazio in cui ci si ritrova e, quindi, dalla possibilità o meno di rispettare, in questo periodo di emergenza sanitaria, il distanziamento sociale. Qualora l’incontro sia organizzato in giardini o ampie terrazze a livello, non dovrebbero in primo luogo mancare dispenser con soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani degli ospiti, collocati in punti ben visibili all’entrata dell’appartamento e richiedendo agli intervenuti di frizionarsi le mani già in ingresso.
I condomìni e loro familiari conviventi sono certamente liberi di “svagarsi” all’interno della propria abitazione, organizzando anche “festicciole ristrette”, ma non possono pensare di produrre immissioni intollerabili con cori eccessivi o stereo ad alto volume. Il primo problema che si pone per chi organizza una festa in casa è quindi, sicuramente, quello del rumore proveniente dallo stereo o dalle voci degli invitati. Rumore che, se anche può apparire normale per chi si trova nel pieno di un ricevimento, può risultare insopportabile per chi, invece, sta tentando di addormentarsi. E’ opportuno, pertanto, esaminare il regolamento di condominio e verificare se vi sono clausole che fissano un orario oltre il quale i rumori non sono tollerati. Se così fosse, scaduta l’ora “x”, va spenta la musica e chiesto agli ospiti di moderare il tono della voce.
La norma
Se il regolamento di condominio non contiene una disciplina speciale sui rumori, si applica l’art. 844 c.c. in base al quale i rumori non possono superare la normale tollerabilità. La soglia viene valutata, caso per caso, dal giudice in base alle circostanze concrete e all’orario in cui l’immissione acustica viene prodotta. Tieni, però, conto che tutti i Tribunali sono orientati nel ritenere “intollerabile” il rumore che supera di 3 decibel il rumore di fondo proveniente dall’esterno dell’edificio. Con la conseguenza che superare tale tetto è molto facile di notte, specie durante una festa. In conclusione, va ribadito che è sempre possibile organizzare una festa privata in condominio, purchè si osservino le regole sul rumore, che, peraltro, non si applicano solo ai condomini ma a qualsiasi rapporto di vicinato. Va ricordato che in caso di disturbo al vicinato, si potrà essere denunciati per disturbo alla quiete pubblica, in pratica basterà una segnalazione per far arrivare la polizia o i carabinieri in casa.
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