I CASI RISOLTI
INTERVENTI MISTI CON IL 110%

Nel caso di una pratica di cessione del credito da superbonus che comprenda più interventi (sia trainanti, che trainati), come va ripartita la spesa relativa al rilascio del visto di conformità, ai fini della determinazione della quota di credito cedibile?

La soluzione

La situazione

È opportuno individuare un criterio oggettivo per la ripartizione delle spese professionali sostenute (ad esempio, il costo di ciascun intervento).

La ripartizione si semplifica qualora vi siano singole fatture o quando, nell’unica fattura, vi sia il dettaglio delle spese.

LO SCONTO PRE DECRETO

Un contribuente ha effettuato dei lavori di efficientamento energetico al 65%, optando per lo sconto in fattura nei mesi scorsi, quando non era in vigore il decreto Antifrodi. Oggi si appresta a trasmettere il modello di comunicazione dell’opzione. Ci vuole il visto di conformità?

Le Entrate, con le Faq pubblicate il 22 novembre, affermano che il visto e l’asseverazione servono per le comunicazioni inviate dal 12 novembre. Non servono, però, se prima di tale data il contribuente ha ricevuto le fatture, le ha pagate con lo sconto o integralmente ma con opzione di cessione, firmando un accordo con l’acquirente.

IL VISTO IRREGOLARE O INFEDELE

Nell’ipotesi di irregolare apposizione del visto di conformità che sanzioni si applicano? Il responsabile è il soggetto che appone il visto o il soggetto che ha esercitato l’opzione?

E cosa accade alla detrazione se il visto è infedele?

Il soggetto che rilascia il visto di conformità è responsabile per gli errori commessi nei controlli finalizzati al rilascio del visto stesso. In tal caso si applica la sanzione da 258 a 2.582 euro.

Per il soggetto che ha esercitato l’opzione scatta il recupero della detrazione, se viene accertata la mancata sussistenza dei requisiti.