Casa, il 15% deve passare da G a F entro il 2030. Ma nelle regole Ue non c’è il divieto di vendita
Niente divieto di vendita in classe G
Niente divieto di vendita e affitto per le case in classe G dal 2030. Il vice presidente della Commissione europea, Frans Timmermans, ha smentito le voci circolate su un possibile stop sul mercato per le case inefficienti dal punto di vista energetico. «La nostra proposta non prevede alcun divieto di vendita per gli edifici», ha sottolineato il vicepresidente della commissione Ue. «Spetterà alle autorità nazionali» individuare come far rispettare gli standard indicati dall’Unione, ha concluso. La Commissione indica però gli standard da seguire e invita i governi degli stati membri ad intervenire in merito. Ecco cosa sapere.
La questione e le polemiche
Nella proposta presentata oggi dalla Commissione non c’è quindi traccia del divieto, presente nelle bozze circolate nei giorni scorsi, che riguardava l’affitto e la vendita degli immobili più inefficienti in termini di consumi. Una norma che avrebbe obbligato milioni di persone, soprattutto in Italia, a ristrutturare le proprie case in poco tempo.
Nel mirino il 15% degli edifici con performance peggiori
Cosa chiede quindi l’Ue? I mezzi più idonei per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica saranno lasciati alla discrezione degli Stati membri, che conoscono la situazione interna meglio della Commissione. Gli Stati membri «dovranno identificare il 15% degli edifici che ha performance peggiori e che dovranno essere rinnovati» in via prioritaria. Nel dettaglio, il 15% del patrimonio edilizio con le prestazioni peggiori di ciascuno Stato membro deve essere aggiornato dal Grado G dell’Attestato di Prestazione Energetica ad almeno il Grado F entro il 2027 per gli edifici non residenziali ed entro il 2030 per gli edifici residenziali.
In generale, per gli edifici pubblici e non residenziali come ad esempio gli uffici, il livello di performance energetica dovrà passare almeno al livello F al più tardi entro il 2027 e almeno al livello E entro il 2030, al più tardi. Gli edifici residenziali, invece, dovranno passare come minimo alla classe F entro il 2030 e almeno alla E entro il 2033. La ristrutturazione si applicherebbe a 30 milioni di case. Per l’operazione l’Ue metterà a disposizione 150 miliardi di euro da qui al 2030.
Le caldaie: stop per quelle a gas
La direttiva per la riqualificazione degli edifici della Commissione Ue riguarda poi le caldaie. Al 2027 è previsto lo stop al sostegno alle caldaie a gas e l’eliminazione dei combustibili fossili nel riscaldamento al 2040.
fonte corrieresera

