COSA PREVEDE LA PROPOSTA DI DIRETTIVA EUROPEA SUL RENDIMENTO ENERGETICO DEGLI IMMOBILI
Stop alle abitazioni inquinanti
Il 15% delle case più inquinanti in Ue dovrà essere ristrutturato entro il 2030. È l’obiettivo che la Commissione europea si pone all’interno della proposta per la nuova direttiva sul rendimento energetico dell’edilizia (Energy performance building directive, Epbd). Lo scopo è di intervenire sul patrimonio edilizio europeo chiedendo agli stati membri di implementare un calendario per il rinnovamento energetico degli edifici fino a raggiungere l’obiettivo zero entro il 2050.
Gli edifici sono una delle maggiori fonti di consumo energetico in Europa. Secondo la Commissione europea, aumentare la loro efficienza energetica potrebbe ridurre le emissioni, affrontare la povertà energetica, ridurre la vulnerabilità delle persone ai prezzi dell’energia e sostenere la ripresa economica con la creazione di posti di lavoro. La revisione della direttiva aggiorna il quadro normativo esistente e propone di aumentare le ristrutturazioni a fini energetici, in particolare per gli edifici più inquinanti. Inoltre, la direttiva facilita un finanziamento più mirato agli investimenti nel settore dell’edilizia, integrando altri strumenti dell’Ue a sostegno dei consumatori.
La proposta introduce standard minimi di rendimento energetico in tutta l’Ue per gli edifici con le peggiori prestazioni e lascia agli stati membri la possibilità di fissare i propri standard.
La direttiva include una nuova definizione di «edifici a zero emissioni», all’articolo 2, comma 2, in cui si intende «un edificio con una prestazione energetica molto elevata, determinata conformemente all’allegato I, in cui la quantità molto bassa di energia ancora necessaria è interamente coperta da energia da fonti rinnovabili prodotta in loco, da una comunità di energie rinnovabili ai sensi della direttiva 2018/2001 o da un sistema di riscaldamento e raffreddamento a distanza, conformemente ai requisiti di cui all’allegato III».
Gli standard minimi di rendimento energetico. I minimum energy performance standards (Meps) dell’Ue saranno utilizzati per individuare gli edifici con prestazioni peggiori che dovranno essere ristrutturati: tutti gli edifici nelle classi G o F, secondo gli attestati di prestazione energetica (Ape). In particolare, gli edifici pubblici e non residenziali dovranno essere ristrutturati e migliorati per raggiungere almeno il livello di prestazione energetica F entro il 2027, e almeno il livello E entro il 2030. Gli edifici residenziali dovranno essere ristrutturati da G ad almeno F entro il 2030, e ad almeno E entro il 2033. Gli stati membri dovranno poi stabilire delle scadenze specifiche per raggiungere classi di rendimento energetico più elevate attraverso nuovi piani nazionali di ristrutturazione degli edifici, in linea con il percorso per raggiungere un parco edilizio a zero emissioni entro il 2050.
La commissione vuole rendere gli attestati più chiari, affidabili e visibili, con informazioni di facile comprensione sulla prestazione energetica e altre caratteristiche chiave. La qualità e l’affidabilità degli Ape è migliorata costantemente da quando sono stati introdotti nel 2002, spiega Bruxelles. Tuttavia, esistono problemi riconosciuti per quanto riguarda la qualità delle procedure e, in particolare, la mancanza di coerenza nel rilascio dei certificati.
Le misure proposte forniscono una definizione più chiara di ciò che è considerato un Ape di buona qualità, il suo scopo e come dovrebbe essere rilasciato. È quindi stato presentato un modello per i certificati con un numero minimo di indicatori comuni sull’energia e sulle emissioni di gas serra, integrato da una serie di indicatori volontari, come quelli sui punti di ricarica, sulla qualità dell’aria interna e sul potenziale di riscaldamento globale basato sulle emissioni di anidride carbonica nel ciclo di vita dell’edificio.
La classe A dovrà essere attribuita agli edifici a zero emissioni, mentre il rating G corrisponde al 15% di edifici con le peggiori prestazioni in ogni paese, con i restanti edifici del paese distribuiti proporzionalmente tra le classi intermedie. Questo permetterà un sistema di classificazione degli edifici più chiaro e più semplice, spiega la commissione, pur essendo flessibile e adattabile alle caratteristiche nazionali del patrimonio edilizio.
Veicoli elettrici e uso della bicicletta. Si richiede l’introduzione dell’obbligo di creare l’infrastrutture di ricarica negli edifici privati, a casa o sul posto di lavoro. La proposta richiede inoltre agli stati membri di rimuovere le barriere all’installazione di punti di ricarica per i residenti in edifici multifamiliari, così come si chiede l’introduzione di parcheggi sicuri per le biciclette con requisiti per gli edifici nuovi e ristrutturati e nei grandi edifici non residenziali esistenti. Viene anche creato un requisito per supportare la ricarica intelligente: le auto possono essere caricate quando i prezzi dell’energia sono bassi o quando l’energia rinnovabile è abbondante.
fonte italiaoggi

