E-fattura, confronto aperto anche sull’utilizzo dei dati
ROMA
Confronto aperto sulla fattura elettronica. Nel tavolo comune previsto oggi tra agenzia delle Entrate e Privacy saranno affrontati i nodi segnalati dal Garante nel provvedimento di venerdì scorso, in cui sono state messe in luce le criticità del sistema per l’invio obbligatorio delle fatture B2B e B2C dal prossimo 1° gennaio. Data che è considerata, al momento, uno spartiacque non derogabile, anche perché il costo di un eventuale rinvio andrebbe “coperto” con 1,97 miliardi ossia il recupero di gettito stimato dalla legge di Bilancio per il 2018. Anche se, a detta del presidente dell’Anc (Associazione nazionale commercialisti) Marco Cuchel, «ancora una volta sembra prevalere il gettito a questioni ben più importanti che dovrebbero avere la priorità in uno Stato di diritto».
A (indiretta) conferma che la proroga non è un terreno praticabile, va letta l’affermazione del ministro dell’Economia Giovanni Tria pronunciata in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno di studi della Guardia di Finanza: «Dal 1° gennaio 2019 la fatturazione elettronica sarà obbligatoria in via generalizzata in tutti i rapporti commerciali, quelli business to business e business to consumer».
Quindi bisogna fare in fretta per fugare i dubbi sollevati dalla Privacy. Anche per questo Garante e Agenzia oggi si incontreranno per valutare quali sono le soluzioni tecniche da mettere in campo. Uno dei punti oggetto di confronto sarà sicuramente quella delle modalità dell’utilizzo dei dati, che il patrimonio stimato di 1,8 miliardi di documenti in transito dal Sistema di interscambio. Del resto, il monito del Garante venerdì scorso si è rivolto anche sull’«eventuale inserimento nelle fatture, e nei relativi allegati, di informazioni di dettaglio non rilevanti a fini fiscali, che dovrà comunque avvenire nel più rigoroso rispetto del principio di minimizzazione dei dati personali».
Una base di partenza potrebbe essere il rafforzamento del capitolo «Trattamento dei dati» contenuto nel provvedimento delle Entrate del 30 aprile scorso. Quest’ultimo, tra l’altro, già prevede che «soltanto gli operatori incaricati dei controlli in base alle norme vigenti, le cui operazioni sono compiutamente tracciate, possono trattare i dati acquisiti».
Intanto i deputati del Movimento 5 Stelle alla commissione Finanze alla Camera, dopo l’ incontro di ieri con il presidente dell’Authority , hanno reso noto che «sono arrivate importanti rassicurazioni da parte di Soro, il quale ha evidenziato come determinati aspetti potranno essere corretti senza particolari difficoltà». Dal canto loro, i deputati pentastellati (che hanno anche annunciato il tavolo di oggi tra Entrate e Garante) hanno ricordato che continueranno «a seguire da vicino il processo» e a «monitorare gli sviluppi tecnici che Sogei fornirà a breve per garantire, come sollecitiamo da mesi, che l’e-fattura diventi il whatsapp dei contribuenti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Marco Mobili
Giovanni Parente
Confronto aperto sulla fattura elettronica. Nel tavolo comune previsto oggi tra agenzia delle Entrate e Privacy saranno affrontati i nodi segnalati dal Garante nel provvedimento di venerdì scorso, in cui sono state messe in luce le criticità del sistema per l’invio obbligatorio delle fatture B2B e B2C dal prossimo 1° gennaio. Data che è considerata, al momento, uno spartiacque non derogabile, anche perché il costo di un eventuale rinvio andrebbe “coperto” con 1,97 miliardi ossia il recupero di gettito stimato dalla legge di Bilancio per il 2018. Anche se, a detta del presidente dell’Anc (Associazione nazionale commercialisti) Marco Cuchel, «ancora una volta sembra prevalere il gettito a questioni ben più importanti che dovrebbero avere la priorità in uno Stato di diritto».
A (indiretta) conferma che la proroga non è un terreno praticabile, va letta l’affermazione del ministro dell’Economia Giovanni Tria pronunciata in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno di studi della Guardia di Finanza: «Dal 1° gennaio 2019 la fatturazione elettronica sarà obbligatoria in via generalizzata in tutti i rapporti commerciali, quelli business to business e business to consumer».
Quindi bisogna fare in fretta per fugare i dubbi sollevati dalla Privacy. Anche per questo Garante e Agenzia oggi si incontreranno per valutare quali sono le soluzioni tecniche da mettere in campo. Uno dei punti oggetto di confronto sarà sicuramente quella delle modalità dell’utilizzo dei dati, che il patrimonio stimato di 1,8 miliardi di documenti in transito dal Sistema di interscambio. Del resto, il monito del Garante venerdì scorso si è rivolto anche sull’«eventuale inserimento nelle fatture, e nei relativi allegati, di informazioni di dettaglio non rilevanti a fini fiscali, che dovrà comunque avvenire nel più rigoroso rispetto del principio di minimizzazione dei dati personali».
Una base di partenza potrebbe essere il rafforzamento del capitolo «Trattamento dei dati» contenuto nel provvedimento delle Entrate del 30 aprile scorso. Quest’ultimo, tra l’altro, già prevede che «soltanto gli operatori incaricati dei controlli in base alle norme vigenti, le cui operazioni sono compiutamente tracciate, possono trattare i dati acquisiti».
Intanto i deputati del Movimento 5 Stelle alla commissione Finanze alla Camera, dopo l’ incontro di ieri con il presidente dell’Authority , hanno reso noto che «sono arrivate importanti rassicurazioni da parte di Soro, il quale ha evidenziato come determinati aspetti potranno essere corretti senza particolari difficoltà». Dal canto loro, i deputati pentastellati (che hanno anche annunciato il tavolo di oggi tra Entrate e Garante) hanno ricordato che continueranno «a seguire da vicino il processo» e a «monitorare gli sviluppi tecnici che Sogei fornirà a breve per garantire, come sollecitiamo da mesi, che l’e-fattura diventi il whatsapp dei contribuenti».
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Marco Mobili
Giovanni Parente

