GLI EMENDAMENTI DEL RELATORE FENU AL DECRETO FISCALE IN APPROVAZIONE AL SENATO

Fattura elettronica alleggerita

di Valerio Stroppa

Fatturazione elettronica alleggerita. Esentati, ma solo per il 2019, studi medici, farmacie e altri operatori sanitari, che già comunicano i dati all’amministrazione finanziaria ai fini dell’inserimento delle spese nel 730 precompilato. In questo modo il governo punta a superare i rilievi mossi dal Garante privacy in relazione ai dati sensibili legati alla salute dei contribuenti e inseriti nella e-fattura (si veda ItaliaOggi del 17 novembre scorso). Dispensate dai nuovi obblighi, in questo caso a regime, anche le associazioni sportive dilettantistiche che realizzano proventi da attività commerciali inferiori ai 65 mila euro annui. Mentre arriveranno regole specifiche per le e-fatture delle società che gestiscono i servizi pubblici: sarà l’Agenzia delle entrate a stabilire le modalità tecniche per l’emissione delle fatture elettroniche tramite il SdI per le utilities operanti nei settori delle telecomunicazioni, della gestione dei rifiuti e dei servizi di fognatura e depurazione, con riferimento alla clientela privata titolare dei contratti più datati, ossia stipulati prima del 2005. È quanto prevedono alcuni emendamenti del relatore Emiliano Fenu (M5S) al dl n. 119/2018, in corso di esame presso la commissione finanze del senato.

Semplificazioni e-fattura sanità. La modifica più importante, anche in relazione al parere dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali dei giorni scorsi, è l’esenzione dagli obblighi di fatturazione elettronica a favore dei soggetti operanti nel campo sanitario. Per il solo anno 2019, gli operatori che già trasmettono i dati al fisco tramite il Sistema tessera sanitaria saranno esonerati, per le stesse operazioni, dai nuovi adempimenti. I dati acquisiti dalle Entrate potranno però essere utilizzati «anche per finalità diverse dall’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata», incluse le attività di controllo.

Sport. Niente e-fattura nemmeno per le associazioni sportive dilettantistiche che hanno optato per la tassazione agevolata ex articoli 1 e 2 della legge n. 398/1991. La novità interessa le Asd affiliate alle federazioni sportive nazionali o agli enti di promozione sportiva riconosciuti. Per poter beneficiare dell’esonero l’associazione non deve aver conseguito nel periodo d’imposta precedente ricavi da attività commerciali superiori ai 65 mila euro. Gli obblighi di fatturazione e registrazione relativi a contratti di sponsorizzazione e pubblicità dovranno essere adempiuti dai cessionari.

Reverse charge Iva. Con un emendamento presentato dalla Lega (primo firmatario Enrico Montani) viene prorogato al 31 dicembre 2022 il meccanismo di inversione contabile sulle cessioni di telefoni cellulari, tablet, laptop, altri prodotti elettronici e nel settore energetico. In assenza di tale intervento, l’assoggettamento di tali transazioni al regime di reverse charge scadrebbe alla fine del 2018.

Rottamazione cartelle. Novità in arrivo pure sulla terza sanatoria per le somme iscritte a ruolo. Un emendamento del relatore rende applicabili le norme in materia di rilascio del Documento unico di regolarità contributiva già contenute nel dl n. 50/2017. Torna la possibilità per i comuni di ammettere i contribuenti alla definizione agevolata per le somme richieste con la procedura di ingiunzione fiscale e non ancora incassate. Possibile restyling del calendario dei versamenti delle somme dovute per la rottamazione, con la proposta, targata Movimento 5 stelle, di passare dalle attuali 10 rate a 20 rate trimestrali. La modifica contempla anche il «perdono» automatico dei contribuenti in caso di lieve inadempimento: se i versamenti avvengono entro cinque giorni dalla scadenza di legge, non si verifica decadenza del debitore.

Definizione liti pendenti. Si riduce il costo per la chiusura dei contenziosi con il fisco. Nell’emendamento presentato dai senatori leghisti Enrico Montani, Paolo Saviane e Massimiliano Romeo per i ricorsi pendenti in primo grado e in attesa di sentenza, ad esempio, il costo passa dal 100 al 90% del valore della controversia.

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