E-fattura per il contrasto all’evasione

Favorevole all’introduzione della fatturazione elettronica, come strumento di contrasto all’evasione, è anche Confcommercio, a patto e condizione che si evitino duplicazioni che comportano costi ulteriori a carico delle imprese. «L’evasione nel nostro paese è stimata nell’ordine dei 35 miliardi di euro secondo stime dell’Ue», sottolinea Vincenzo De Luca, responsabile fiscale dell’associazione, «riteniamo però che la fatturazione elettronica debba comportare un processo di semplificazione per l’impresa. Oggi, già prima dell’introduzione di questo strumento, ne sono stati introdotti altri, sempre finalizzati al contrasto dell’evasione fiscale». È il caso per esempio dello «split payment» e del «reverse charge». «Se la fatturazione dovrà diventare lo strumento principale di contrasto all’evasione in materia di Iva», spiega De Luca illustrando la posizione di Confcommercio verso il governo, «è inutile avere ulteriori strumenti o adempimenti con finalità analoghe». In particolare, occorrerebbe eliminare lo «split payment», nonché i regimi Iva di «reverse charge» applicati su alcune cessioni di beni e prestazioni di servizi legati al rischio evasione; innalzare il limite da cui scatta l’obbligo di apposizione del visto di conformità per poter compensare i crediti fiscali, da 5 mila euro a 50 mila euro; eliminare l’obbligo di comunicazione dei dati delle liquidazioni Iva; effettuare i rimborsi Iva entro 3 mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale. «Solamente a seguito a tali interventi», conclude De Luca, «la fatturazione elettronica potrà rappresentare un’opportunità di semplificazione per le imprese». Sul tema interviene anche Casartigiani dichiarando che «il controllo puntuale sulle posizioni fiscali dei singoli contribuenti, reso possibile dalla fatturazione elettronica, consenta di procedere con l’auspicabile eliminazione di tutti gli obblighi di comunicazione dei dati, i regimi Iva dello «split payment» e del «reverse charge», la ritenuta dell’8% sui bonifici relativi alle detrazioni fiscali, oltre che l’innalzamento del limite da cui scatta l’obbligo di apposizione del visto per compensare i crediti Iva».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Mostra i commenti sul post