E-fattura, più tempo ma restano i dubbiNicola Mavelliaaaa
Chi era in ansia per la fatturazione elettronica si rassereni. Riepiloghiamo: per buona parte del 2019, di certo fino al 30 giugno (ma già si prefigura una proroga al 30 settembre), i ritardi nell’emissione delle fatture che non incidono sulla liquidazione dell’Iva non saranno sanzionati, grazie all’articolo 10 del decreto legge 119/2018. Poi, se il ritardo fa rientrare la fattura nella liquidazione del periodo successivo (mese o trimestre) «godrà» della riduzione dell’80% delle sanzioni. Inoltre, la stessa norma, all’articolo 11 prevede dieci giorni di tempo dalla data di effettuazione delle operazioni per emettere le fatture in via definitiva e generale a partire dal 1° luglio 2019.
Tutto risolto allora? Neanche per idea. Anzi, il quadro normativo resta scollegato dalla realtà fattuale che vorrebbe regolare. Infatti, le nuove norme non solo non risolvono con razionalità le situazioni che vedono sorgere l’obbligo di fatturazione quando gli uffici amministrativi sono chiusi (l’acquisto alle ore 23.00 dell’ultimo giorno del periodo di liquidazione dell’Iva di un software consegnato in tempo reale vedrebbe comunque sorgere l’obbligo di emettere e trasmettere la fattura entro le 24 dello stesso giorno), ma in più getta il cliente nel dilemma dell’emissione o meno dell’autofattura, il cui termine di quattro mesi è ben più stretto dell’agevolazione del primo semestre 2019.
Comunque, si è ben lontani da una gestione normativa coerente di un adempimento, la fatturazione, che, nato cartaceo e senza grandi vincoli di trasmissione, nella versione elettronica mal applicata diviene un assurdo ulteriore giogo sulle spalle delle partite Iva. In periodo natalizio come non pensare che fra il Santo Natale 2019 ed il capodanno 2020, in base alla normativa vigente, nessun reparto amministrativo o piccola partita Iva potrà nemmeno pensare alle meritate ferie invernali bensì restare vigili e connessi allo Sdi (in Sistema di interscambio delle fatture elettroniche)?
Una soluzione per colmare le deficienze maggiori della normativa in realtà, in fondo al tunnel, si vedrebbe: lasciare permanente e generale la facoltà di fatturare liberamente all’interno del periodo di liquidazione dell’imposta con la possibilità di sforare di dieci giorni (entrando nel periodo successivo) per le operazioni verificatesi nell’ultima decade, sempre del periodo di liquidazione dell’imposta, in modo che, ad esempio, l’incasso di un professionista del 21 dicembre possa essere fatturato, o almeno trasmesso, entro il 10 gennaio dell’anno successivo.

