le servitù vanno trascritte nei registri
La previsione, contenuta in un regolamento convenzionale, di limiti alla destinazione delle proprietà esclusive costituisce una servitù atipica che va trascritta nei registri immobiliari per potere essere opponibile ai terzi acquirenti.
( Cassazione, sentenza 6769/2018)
bocciate le interpretazioni estensive
L’individuazione della regola dettata dal regolamento condominiale, nella parte in cui impone limiti e divieti, va svolta rifuggendo da interpretazioni di carattere estensivo, sia per quanto concerne le limitazioni imposte alla proprietà individuale, sia per quanto attiene ai beni alle stesse soggetti.
( Cassazione, sentenza 18052/2012)
per lo stop servono clausole esplicite
L’apertura di una pizzeria all’interno dello stabile in condominio, rientrando nelle peculiarità tipiche del diritto dei singoli proprietari, non può essere vietata in assenza di una esplicita, chiara e incontrovertibile clausola regolamentare di origine contrattuale.
(Cassazione, sentenza 21307/2016)
i riferimenti generici non bastano
Per impedire l’apertura di B&B o di Airbnb il regolamento deve contenere riferimenti espressi e non solo generici riferimenti ad usi che possano turbare la tranquillità e pregiudicare il godimento del bene. Tali attività non comportano, di per sé,un uso diverso da quello delle altre civili abitazioni e non possono quindi ritenersi automaticamente lesive per gli altri condomini.
(Cassazione, sentenza 192/2016)
niente pensionato se le locande sono vietate
Se una clausola del regolamento vieta di adibire gli immobili a stanze ammobiliate di affitto, pensioni o locande, l’attività di accoglienza per anziani non è possibile perché configura una struttura ricettiva socio assistenziale, ovvero un “pensionato”. Dunque, contrasta con il regolamento e l’attività va subito interrotta. (Cassazione, sentenza 11609/2018)

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