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Corsa contro il tempo per assegni a fine aprile
Subito il modulo dell’Inps
Tempi stretti per erogare i primi assegni già da fine aprile. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto l’Inps metterà a punto il modulo di domanda. Da febbraio partirà il portale sul reddito di cittadinanza, dove poter trasmettere la domanda telematica. Il richiedente potrà farlo anche alle Poste (dopo il quinto giorno di ogni mese) o ai Caf. La domanda dovrà essere trasmessa all’Inps entro 10 giorni che, a sua volta, entro 5 giorni dovrà verificare il rispetto dei requisiti (i Comuni verificheranno il requisito dei 10 anni di residenza in Italia). Se l’esito della domanda sarà positiva il richiedente riceverà una lettera a casa e potrà recarsi alle Poste per ritirare la card con l’importo di cui ha diritto
requisiti di accesso
Isee sotto i 9.360 euro e residenza da 10 anni
Limiti per chi ha più case
Per richiedere il reddito bisognerà avere un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) massimo di 9.360 euro. Il patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, non dovrà superare i 30mila euro annui, mentre il patrimonio finanziario non potrà superare i 6mila euro annui (per un single) arrivando fino a un massimo di 20mila euro per le famiglie (in base a una scala di equivalenza calcolato per ogni componente maggiorenne e minorenne). Per poter ottenere il reddito di cittadinanza si deve essere cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa
il beneficio economico
Assegno «sdoppiato» per reddito e affitto
Modulazione in base al nucleo
Il reddito di cittadinanza si compone di due elementi: un reddito minimo garantito fino alla soglia massima di 6mila euro annui (500 mensili) per un single moltiplicato per un scala di equivalenza parametrata sui componenti il nucleo familiare. Una seconda parte a integrazione dell’affitto fino a massimo 3.360 euro l’anno (280 mensili). Il beneficio complessivo non può essere inferiore a 480 euro all’anno. Il sussidio decorre dal mese successivo a quello della richiesta ed è riconosciuto per tutto il periodo in cui sussistano le condizioni, ma per non oltre 18 mesi continuativi. Può essere rinnovato previa sospensione di un mese prima del rinnovo
l’impegno del beneficiario
Patto per il lavoro per tutta la famiglia
Un percorso di inserimento
La condizione per ottenere il reddito di cittadinanza è la sigla di un Patto per il Lavoro con un Centro per l’impiego o un’Agenzia per il Lavoro. Il beneficio è infatti condizionato alla dichiarazione, da parte dei componenti il nucleo familiare maggiorenni, della disponibilità al lavoro e all’adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo. Tra gli obblighi il beneficiario deve registrarsi alla piattaforma Siupl (Sistema informativo delle politiche del lavoro), attivarsi anche autonomamente, accettare corsi di formazione e accettare almeno una di tre offerte congrue
politiche attive
Patto di formazione per il reinserimento
Riqualificazione professionale
Gli Enti di formazione accreditati possono stipulare, presso i Centri per l’impiego, un Patto di formazione con cui garantire al beneficiario del reddito di cittadinanza un percorso formativo o di riqualificazione, con il coinvolgimento di università e enti pubblici di ricerca «secondo i più alti standard di qualità e della formazione e sulla base di indirizzi» definiti con accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni. Un patto di formazione, per garantire un percorso formativo e di riqualificazione, può essere stipulato, presso i Centri per l’impiego, anche dal datore di lavoro, contestualmente all’assunzione del beneficiario di reddito di cittadinanza
lotta alla povertà
Addio al Rei, arriva Patto per l’inclusione
In comune entro 30 giorni
Passaggio di consegne tra il Rei e il reddito di cittadinanza. Nel caso il beneficiario sia in condizioni di disagio, con nuclei familiari con bisogni complessi e multidimensionali, verrà convocato dai servizi per il contrasto alla povertà dei Comuni, entro trenta giorni dal riconoscimento del sussidio, per sottoscrivere il Patto per l’inclusione sociale. Che di fatto assorbe il progetto personalizzato previsto dal Rei che da marzo non potrà più essere chiesto. Nell’accordo sono inclusi, oltre agli interventi per l’accompagnamento all’inserimento lavorativo, gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà.
Incentivi
Risorse per le aziende che assumono
Bonus a chi apre un’impresa
Il datore di lavoro che assume il beneficiario del reddito di cittadinanza ottiene l’esonero dai contributi previdenziali e assistenziali (eccetto i premi e contributi Inail) pari alla differenza tra i 18 mesi del reddito di cittadinanza e i mesi già usufruiti dal beneficiario. Nel caso di licenziamento, il datore di lavoro deve restituire l’incentivo. Inoltre l’impresa deve aumentare il numero di dipendenti. Nel caso di assunzione che passa attraverso ente di formazione, quest’ultimo ottiene metà del contributo. Se il beneficiario, nei primi 12 mesi, avvia una attività di lavoro autonomo o una impresa ottiene un bonus di 6 mensilità del reddito di cittadinanza
Offerta di lavoro
Nella congruità entra il fattore distanza
Pesa anche la variabile tempo
Arriva la norma “anti-divano”. Il beneficiario di Rdc dovrà accettare almeno una di tre offerte di lavoro «congrue». Oltre al criterio già in vigore (Dlgs 150/2015) di coerenza con le competenze maturate il Dl introduce un criterio tempo-distanza: entro i primi 12 mesi, la prima offerta potrà arrivare nel raggio di 100 km (100 minuti di viaggio). Se viene rifiutata la seconda entro 250 km, mentre la terza potrà arrivare da tutta Italia; dopo i 12 mesi anche la prima offerta potrà arrivare fino a 250km. Passati i 18 mesi in caso di rinnovo tutte le offerte possono arrivare da tutto il territorio nazionale. Nelle famiglie con disabili, le offerte non potranno mai superare i 250 km
sanzioni e decadenza
Carcere fino a 6 anni per chi truffa
Revoca e restituzione
Chi presenta dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere per conseguire il reddito di cittadinanza è punito con la reclusione da 2 a 6 anni. L’omessa comunicazione della variazione del reddito e del patrimonio entro 30 giorni, per evitare la revoca del beneficio, è punita con il carcere da 1 a 3 anni. Alla condanna in via definitiva il reddito di cittadinanza è revocato e deve essere restituito quanto indebitamente percepito. Il beneficio non può essere nuovamente richiesto prima di 10 anni dalla condanna. Previste infine decurtazioni a seguito di comportamenti inconciliabili con gli impegni dei Patti per il lavoro e dei Patti per l’inclusione sociale

