Flat tax: che cos’è e come funziona
Cosa significa flat tax, come viene applicata, quali sono gli aspetti positivi e negativi della tassa piatta, le esperienze europee e la nuova flat tax 2019
donna arrabbiata che mangia foglio con tasse
di Annamaria Villafrate – Annunciata in tempo di elezioni, come ricetta “magica” per risolvere il problema della pressione fiscale, in un’Italia refrattaria ai cambiamenti, la flat tax è stata introdotta in Italia dalla legge di bilancio 2019 con l’obiettivo di innovare gradualmente il nostro sistema tributario.
Prima di vedere cosa dice la legge di bilancio però, vediamo di capire che cos’è la flat tax, come funziona, quali sono le esperienze italiane e estere e quali i possibili vantaggi e svantaggi della tassa piatta:
Flat tax: che cos’è
La flat tax è un’imposta ad aliquota unica che nasce con lo scopo di ridurre l’evasione fiscale. La ratio della flat fax infatti è la seguente: se tutti devono pagare meno tasse, anche chi non le ha mai pagate inizierebbe a farlo. Una tassa piatta applicata in una misura percentuale fissa del 15 – 20 % innescherebbe in sostanza un meccanismo virtuoso capace di ridurre il fenomeno dell’evasione.
Flat tax: l’esperienza italiana
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La flat tax, a dirla tutta, non è una novità assoluta. Essa è già stata proposta più di vent’anni fa, anche se all’epoca non ha avuto un grande seguito. Dire inoltre, che il sistema tributario italiano è ostile all’applicazione di tasse proporzionali è altrettanto errato. L’I.R.E.S infatti, ossia l’imposta sul reddito delle società, è un tributo proporzionale e personale, applicato nella misura del 24%.
Flat tax: come funziona
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In Italia, il criterio impositivo delle imposte sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) si basa su un sistema di aliquote crescenti. Fissati gli scaglioni di reddito (es: da 0 a 15.000 euro – da 15.001 a 28.000 euro e così via) a ciascuno viene applicata un’aliquota percentuale che sale mano a mano che il reddito aumenta. Per questo il nostro è un sistema progressivo: più alto è il reddito più imposte si pagano. La flat tax invece non fa nessuna distinzione, non prevede scaglioni di reddito e calcoli complessi da fare. Stabilita la misura percentuale da applicare, essa è uguale per tutti i redditi. Fanno eccezione i pensionati e i dipendenti con reddito annuale pari o inferiore a 13.00 euro annuali, esonerati completamente dal pagamento delle imposte. Insomma, al di sotto dei 13.000 nulla è dovuto dai contribuenti, sopra questa soglia, l’imposta viene applicata solo alla parte che eccede il tetto dei 13.000 euro.
Flat tax: esperienze dei paesi che l’hanno applicata
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La flat tax è applicata nei “paradisi fiscali” e nell’Est Europeo: Russia, Ucraina, Lituania, Estonia, Slovacchia, Macedonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Albania, Lettonia,
L’Islanda, dopo un’esperienza fallimentare, ha abbandonato la flat tax. In altri Stati invece, come i Paesi Baltici, la flat tax ha determinato una sorprendente crescita economica. Gli studi che hanno analizzato i risultati derivanti dall’applicazione della flat tax, hanno registrato una iniziale riduzione delle entrate nelle casse dello Stato e conseguenziali tagli alla spesa pubblica.
Flat tax: vantaggi
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I fautori della flat tax ritengono che sia positiva per le seguenti ragioni:
dover pagare meno tasse incentiverebbe tutti a pagare. In questo modo si contrasterebbero i fenomeni dell’evasione e dell’elusione fiscale;
una tassazione inferiore sarebbe uno stimolo importante per le imprese, che dovendo pagare meno tasse, potrebbero impiegare più denaro negli investimenti e nella formazione del personale;
un sistema di tassazione più semplice consentirebbe ai contribuenti di compilare in autonomia la propria dichiarazione dei redditi.
Flax tax: svantaggi
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I detrattori della flat tax, invece, oltre a sollevare dubbi di legittimità costituzionale, considerato che l’art. 53 della Costituzione prevede un sistema tributario informato a criteri di progressività, sono contrari alla sua introduzione per i seguenti motivi:
la riduzione delle entrate nelle Casse dello Stato avrebbe, come prima conseguenza, il taglio della spesa nei servizi pubblici fondamentali;
le detrazioni, attualmente previste per i contribuenti che si trovano in particolari condizioni familiari (numero di figli, spese mediche) non sarebbero più sostenibili;
la flat tax avvantaggerebbe solo i ricchi. La stessa aliquota applicata a redditi elevatissimi esercita infatti una pressione fiscale inferiore rispetto a quelli più bassi.
Flat tax 2019
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La legge di bilancio 2019 introduce la flat tax, anche se, contrariamente a quanto preannunciato, il processo avverrà in modo graduale:
nel 2019 la flat tax del 15% riguarderà infatti gli insegnanti che danno lezioni private, i liberi professionisti e le imprese (con ricavi inferiori ai 65.000 euro);
nel 2020 verrà applicata nella misura del 20% a fronte di un innalzamento dei ricavi di liberi professionisti e imprese, da 65.001 a 100.000 euro;
nel 2021 infine, stando alle intenzioni del Governo, la flat tax verrà estesa anche alle famiglie.
Vediamo ora, più in dettaglio, cosa dice la legge di bilancio:
Flat tax insegnanti
Il comma 13 dell’art. 1 prevede che, a partire dal 1°gennaio 2019, i compensi derivanti dalle lezioni private impartite da insegnanti titolari di cattedre di ogni ordine e grado derivanti, per saranno soggetti alla flat tax del 15%, che andrà a sostituire l’imposta sul reddito delle persone fisiche, le addizionali regionali e comunali, a mano che gli stessi non optino per il regime impositivo ordinario. Naturalmente, al fine di evitare incompatibilità tra il lavoro dipendente e l’attività autonoma, gli insegnanti devono preventivamente darne comunicazione all’amministrazione scolastica di appartenenza;
Flat tax professionisti e imprese
Aliquota del 15% anche per le partite Iva che rientrano nel forfettario (con ricavi inferiori ai 65.000 euro).
Novità in arrivo invece per il 2020. Il comma 17 dell’art 1 della manovra prevede infatti a partire dal 2020 la flat tax del 20% per le persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni, purché nel periodo d’imposta precedente a quello in cui viene presentata la dichiarazione hanno conseguito ricavi o compensi compresi tra 65.001 euro e 100.000 euro.
Dal 2020 quindi, nel rispetto del principio della progressività della tassazione, sancito dall’art 53 della Costituzione, ci saranno due aliquote: una del 15 e una del 20%.
Flat tax pensionati
Flat tax del 7% infine per le persone fisiche, titolari di redditi da pensione, erogati da soggetti esteri e residenti fiscalmente in un paese diverso dall’Italia da almeno 5 anni, che trasferiscono la residenza in un comune dell’Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia, Sicilia e Sardegna, con popolazione non superiore a 20.000 abitanti.

