TANGORRA (MINLAVORO) RASSICURA SUL RISCHIO PRIVACY DELLE INFORMAZIONI SENSIBILI
Isee precompilato senza rischi
di Cristina Bartelli
Isee precompilato da settembre 2019, senza rischio privacy grazie al consenso, con la possibilità di un avvio sperimentale. Sono questi alcuni dei chiarimenti che arrivano da Raffaele Tangorra, direttore generale D.G. per la lotta alla povertà e per la programmazione sociale Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sulla costola del reddito di cittadinanza e cioè la dichiarazione che attesta la presenza dei requisiti per accedere al sussidio.
Domanda. A che punto è il nuovo Isee precompilato?
Risposta. I tempi sono quelli scritti nel decreto milleproroghe, e cioè settembre 2019. L’Isee precompilato avrebbe dovuto vedere il via a settembre 2018 ma il dlgs 147/17, istitutivo del Rei, rimandava l’attuazione a un provvedimento sottoposto al parere del garante privacy. Gli uffici del Garante in quella sede, in via informale, hanno evidenziato alcuni problemi di privacy che vengono risolti adesso con il decreto sul reddito di cittadinanza.
D. In che modo?
R. La disposizione con cui si prevede adesso, per i cittadini che accedono alla modalità precompilata, di esprimere prima un consenso per l’accesso ai dati precompilati da parte del dichiarante (si ricordi che la dichiarazione a fini Isee è fatta da un unico componente per tutto il nucleo) ed eventualmente, per sua delega, per l’accesso da parte dell’intermediario (Caf).
D. Con che tempi?
R. Da settembre 2019; si confermano cioè i tempi del decreto milleproroghe. Anche se non escludo si possa partire con una fase sperimentale. Su questo si dovranno sentire anche i Caf sull’opportunità di una sperimentazione.
D. Esiste un rischio privacy per i dati reddituali, e soprattutto patrimoniali (informazioni sul conto corrente e giacenze medie?)
R. Gli intermediari non accederanno in maniera indiscriminata ai dati dell’anagrafe rapporti, ma solo ai dati rilevanti per la dichiarazione Isee e previo espresso consenso da parte di tutti i componenti il nucleo familiare. Il problema, al limite, esisteva in precedenza, visto che nel decreto Rei si prevedeva che tutte le dichiarazioni Isee avrebbero dovuto avere la forma della precompilata, unica forma prevista dal legislatore. Oggi non è più così.
D. Come funziona allora?
R. Nel decreto sul reddito di cittadinanza (dl 4/19) si accede alla precompilata solo ed esclusivamente per chi dà il consenso. Gli altri possono continuare a fare la dichiarazione nelle modalità vigenti (fermo restando l’incrocio tra banche dati in sede di controllo). L’intermediario può accedere alla dichiarazione precompilata, con il consenso del cittadino e l’Isee diventa visibile per quella porzione della dichiarazione. I caf non hanno accesso all’archivio rapporti, le informazioni saranno rese disponibili dall’Inps grazie all’interoperabilità con le banche dati dell’Agenzia delle entrate.
D. Se l’Isee precompilato partirà dal 2019, le domande per il reddito di cittadinanza potranno essere inoltrate dal 6 marzo. Che dati si utilizzeranno quindi?
R. Visto che si parte subito, si parte con gli Isee tradizionali. I dati dell’Isee sono utilizzati dall’Inps per verificare i requisiti per l’accesso al reddito di cittadinanza; a tal fine si fa riferimento alla situazione chiusa al 2018. L’Isee precompilato anticiperà i dati reddituali, rispetto agli attuali, di quattro mesi (la dichiarazione verrà cioè aggiornata ogni anno a settembre invece che a gennaio, come avviene attualmente). Da questo punto di vista, cioè, non sarebbe cambiato nulla, se pure la precompilata fosse partita il settembre scorso.
D. E per quanto riguarda i dati delle giacenze sul conto corrente? Se c’è un cambio rispetto alla situazione fotografata nel reddito di cittadinanza?
R. La giacenza media è riferita all’anno solare. Il saldo è al 31 dicembre o giacenza media riferita all’intero anno.
D. Come saranno i controlli sull’Isee ?
R. Tutte le volte che si passa a strumenti di questo tipo, precompilati, i controlli avvengono con strumenti automatici e informatici, ottenendo risultati migliori rispetto a controlli fatti di persona. I numeri dei riscontri sono decisamente superiori. La possibilità di una maggiore interoperabilità tra agenzia entrate e inps, e con il reddito di cittadinanza un incrocio anche con altre banche dati, permetterà controlli più efficienti e più efficaci.
D. Mi può fornire il dato dei controlli sui furbetti dell’Isee 2018, ultimo disponibile?
R. Non abbiamo ancora dati sul 2018. Ma un esempio per tutti che serve a chiarire i risultati ottenuti è quello sul patrimonio mobiliare. Prima della possibilità di incrociare i dati Isee con quelli dell’Anagrafe dei conti, tra il 70 e l’80% delle dichiarazioni a fini Isee non presentava alcuna forma di patrimonio mobiliare dichiarato, né conti correnti, né libretti, né titoli. Con l’incrocio delle banche dati questa quota è scesa nel 2017 sotto il 5%. Un risultato eclatante.
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