Irpef con un’aliquota al 20%

di Cristina Bartelli


Abolizione degli studi di settore (anche nella nuova veste Isa), prima aliquota Irpef al 20% e IrpefIresplus entro il 2019 magari che guardi già ai redditi dell’anno in corso. Oltre a inversione dell’onere della prova negli accertamenti fiscali e saldo e stralcio esteso alle società . È questo il Salvini pensiero sul Fisco annunciato in agenda programmatica durante la trasmissione Porta a Porta. Il vicepremier ha annunciato di essere al lavoro sull’economia, confermando le anticipazioni della preparazione di una nuova imposta l’IrpefIresplus che consiste in una imposta del 15% applicata sul reddito incrementale. Tale reddito dovrà essere superiore di almeno il 10% di quanto dichiarato l’anno precedente dal contribuente sia esso partita Iva o impresa. E sul punto l’idea del vice premier è quella di avere una legge operativa in tempi stretti in modo che possa trovare applicazione già sui redditi del 2019. «A me piacerebbe fosse già operativa come legge nel 2019 in modo che sia presente nelle dichiarazioni 2020». Al momento la proposta di legge è alla camera dei deputati presentata da Massimo Garavaglia, Massimo Bitonci (entrambi sottosegretari al ministero dell’economia) e da Alberto Gusmeroli, vice presidente dalla commissione finanze della camera. Gusmeroli ideatore della pdl spiega a ItaliaOggi che l’obiettivo è quello di «recuperare, finalmente dopo tantissimi tentativi, il sommerso (nero) che è enorme. Spingere le aziende a crescere perché sul reddito incrementale si paga solo il 15%, con i denari recuperati diminuire le imposte a dipendenti e pensionati, anche se anche a loro si applica il beneficio del 15%, perché il 15% sul reddito incrementale si applicherebbe a tutti. Salvini ha poi ricordato la categoria dei lavoratori dipendenti annunciando: «Stiamo facendo tutti i conti, tutti numeri, deduzioni detrazione, la grande opera di semplificazione per entrare nelle case delle famiglie e dei lavoratori dipendenti, ho chiesto ai nostri esperti lega di passare dal 23% al 20%». Il lavoro sulla riforma del primo scaglione Irpef dovrà essere ultimato e presentato con la legge di bilancio 2019. 
Salvini ha poi auspicato l’allargamento della cedolare secca sugli affitti commerciali che c’è ma non su tutti, puntando alla semplificazione burocratica di tempi e procedure. Su quota 100 Salvini ha ricordato che è solo l’inizio di un percorso perché il vero obiettivo è quota 41: «Quarantuno anni di lavoro di fabbrica, ospedale, azienda scuola negozio hai dato prendi indietro» ribadisce Salvini. 


Altro cantiere aperto è quello della pace fiscale. Per Salvini è stato fatto un primo pezzo rottamando cartelle per i privati: «Dobbiamo metterci dentro le società, le piccole società». Salvini poi torna nuovamente sul capitolo studi di settore descrivendoli come uno strumento di tortura sovietica, e sebbene lo stesso conduttore di Porta a porta, Bruno Vespa, gli ricordi che gli studi di settore sono stati abrogati (dal 1° gennaio sono in vigore gli Isa, indicatori di affidabilità fiscale) Salvini non corregge il tiro e anzi alza la posta: «se il contribuente non fattura quando lo stato gli ha chiesto di fatturare si becca l’accertamento, e valgono ancora circa 3 miliardi». L’abrogazione deve essere accompagnata dal ribaltamento dell’onere della prova. «In un paese civile è lo stato che deve dimostrare che io ho torto in tema di accertamento fiscale. Queste sono cose che nel 2019 vorrei portassimo a casa perché l’economia soffre a livello mondiale». Sul punto, posto che fatte alcune eccezioni previste tassativamente dalla legge, l’onere della prova in campo fiscale è già in carico all’Agenzia delle entrate è possibile che Salvini si riferisse all’introduzione del contraddittorio preventivo generalizzato (nel caso ad esempio degli accertamenti a tavolino).

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