Contabilizzazione del calore, i costi occulti della norma Uni
La spesa annua per gli apparati è di circa 13 euro, quindi conveniente
A pesare sono gli oneri legati al rispetto delle norme tecniche
La contabilizzazione del calore (direttiva 27/12) è stata caricata di oneri impropri che la rendono meno appetibile. Facciamo due conti. L’installazione del pacchetto ripartitore/valvola costa 80 euro (38 per la valvola e 42 per il ripartitore). Aggiungiamone 20 per i costi accessori (pompa inverter, minimo di progetto e così via). Il costo finale per l’utente è di circa 100 euro a radiatore. Quindi in un appartamento con cinque radiatori il costo massimo è 500/600 euro (non certo 1.500 euro come si legge in relazioni tecniche che vogliono giustificare l’esenzione dalla contabilizzazione).
Il ciclo di vita di una valvola termostatica (Uni-En 15459) è di 20 anni. Il costo approssimativo è di 1,90 euro all’anno per radiatore. Il ripartitore dura in media dieci anni, quindi per ogni anno aggiungiamo 4,5 euro per la sua sostituzione, altri 4 euro per le letture e conteggi annuali più altri 2 euro per i costi accessori. Insomma, arriviamo a un costo di circa 13 euro l’anno per ripartitore/radiatore. Difficile immaginare che con l’introduzione della contabilizzazione, in media non si risparmino 13 euro all’anno per radiatore e circa il 20%, sulla base dei dati una ricerca svolta da Empirica per conto della direzione Energia della Commissione Ue (https://ec.europa.eu/energy/sites/ener/files/documents/MBIC_Guidelines 20160530D.pdf).
Il quadro sarebbe soddisfacente se non ci fossero le solite complicazioni delle norme italiane. Per ripartire i costi secondo la Uni-10200 un tecnico abilitato deve redigere le tabelle dei millesimi di fabbisogno che portano a delle assurdità. Per esempio: appartamenti sullo stesso piano delle stesse dimensioni ma con esposizione diversa hanno millesimi di fabbisogno diversi. Costo: non meno di 150/200 euro ad appartamento cui bisogna aggiungere il costo dell’analisi dell’intero edificio. E il risparmio iniziale già comincia a ridursi. A fine anno? L’amministratore per districarsi tra mille regolette e complessi algoritmi delle circa 90 pagine della Uni-10200 (costo 98 euro) dovrà rivolgersi a un esperto. Sostenendo altre spese. Ma non finisce qui. Se viene il dubbio che applicare la Uni -10200 non sia conveniente occorre ricorrere a un tecnico con relazione asseverata per dimostrare che esiste una differenza di fabbisogno termico per metro quadrato tra i vari appartamenti superiore al 50%; solo così si potranno evitare i calcoli complicati con i millesimi di fabbisogno e usare altri metodi. Un costo che varia da 500 a 2mila euro, per tornare a usare tabelle già esistenti.
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Giuseppe Mazzei

