Bonus casa: ristrutturazioni, risparmio energetico, mobili. La guida alle detrazioni Irpef sugli immobili
di Gino Pagliuca17 marzo 2019
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Detrazioni generose e articolate
Almeno fino al 31 dicembre del 2019 chi ristruttura casa potrà avere un contributo (in alcuni casi molto sostanzioso) dal Fisco. Il bonus casa, ovvero le detrazioni Irpef, istituite nel 1997, nel tempo sono diventate più generose e più articolate. Riepiloghiamo il quadro come si configura con le nuove norme, segnalando che per un approfondimento ulteriore è possibile scaricare le guide 2019 dell’Agenzia delle entrate sulle ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico. Per evitare ripetizioni segnaliamo che se non diversamente specificato stiamo parlando di agevolazioni devolute sotto forma di detrazione dell’imponibile in dieci anni. Ad esempio, se si ha diritto al bonus ristrutturazione del 50% su una spesa di 80mila euro i 40 mila euro spettanti si detrarranno dalle imposte per 4.000 euro all’anno.
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1)Bonus ristrutturazione
L’agevolazione è del 50% su una spesa massima di 96 mila per unità immobiliare (o per condominio, se l’intervento è sulle parti comuni). Sono quindi agevolati tutti i lavori appartenenti alla categoria urbanistica della manutenzione straordinaria o superiore (per semplificare i termini della questione, in pratica è necessario che la pianta della casa venga modificata o che vengano cambiati gli impianti) e i lavori connessi all’operazione. Per fare un solo esempio: cambiare solo i pavimenti di una casa non è un’opera agevolata (per quanto costosa, tecnicamente è un’opera di manutenzione ordinaria), ma se si cambiano i pavimenti nell’ambito di una serie di opere che prevedano ad esempio l’abbattimento di un tramezzo la spesa è detraibile. Sono inoltre agevolate le spese finalizzate alla sicurezza, al cablaggio dell’immobile, all’abbattimento delle barriere architettoniche, e le spese per il risparmio energetico che non rientrano nell’ecobonus, In condominio sono agevolabili tutte le spese che esulano dalla gestione di routine dello stabile. Per ottenere l’agevolazione bisogna esclusivamente pagare le fatture con un bonifico bancario che specifichi trattarsi di saldo di fattura riguardanti opere agevolate.
2)Ecobonus
Le agevolazioni sul risparmio energetico riducono il loro perimetro. Restano infatti confermate quelle del 65% con un vantaggio fiscale massimo di 100mila euro (che si ottiene su una spesa di 53.846 euro) sulla coibentazione termica degli edifici e quelle di minore entità sull’installazione dei pannelli solari. La sostituzione degli infissi e l’installazione di tende da sole invece ora rientra nel bonus ristrutturazione. Un discorso a parte per le nuove caldaie: sono incentivate con il 65% solo le caldaie a condensazione di classe a o quelle integrate con pompa di calore, negli altri casi si scende al 50%. Oltre a dover pagare con un appositi bonifico nel caso di lavori agevolati con il 65% il contribuente deve inviare la documentazione relativa all’intervento via Web all’Enea (www.acs.enea.it).
3)Sismabonus
L’agevolazione per chi migliora le caratteristiche antisismiche. IL bonus si applica nei comuni in zona sismica 2,3 4 e consiste in una agevolazione del 70% se i lavori portano al miglioramento di una classe sismica dell’edificio e del 75% se le classi guadagnate sono due. Se gli interventi si combinano a opere di risparmio energetico il bonus sale di 10 punti, passando quindi all’80 con il guadagno di una classe a all’85% con il salto di 2 classi. La cifra massima su cui applicare la detrazione è 100mila euro. Unico problema di questa agevolazione è che ben difficilmente si riescono a svolgere i lavori mentre si abita nella casa.
Mobili, arredi e giardini
Confermato il bonus arredi: il 50% su un tetto di 10 mila per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici (forni e frigoriferi) purché l’acquisto sia correlato a lavori di ristrutturazione dell’appartamento. Il vantaggio di questo bonus è che non bisogna fare nessuna particolare pratica: basta pagare il fornitore o con bonifico o con carta di credito o Bancomat e tenere lo scontrino. Niente assegni e niente contanti. Del tutto nuovo il bonus verde: il 36% su un tetto di 5000 euro. Si applica per le spese di sistemazione a verde di balconi, terrazzi e giardini, sia per le unità private sia per il condominio. L’importo però è molto modesto. Al massimo infatti si risparmiano 180 euro all’anno.

