Condominio, termovalvole
fuori dall’ecobonus al 65%

di Roberto Lenzi


La sostituzione di generatori di calore negli impianti di riscaldamento centralizzati destinati a una pluralità di utenze trova un ostacolo per l’accesso alla detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, il cosiddetto «ecobonus» del 65%. 


L’Enea ha aggiornato le faq in materia rilasciate attraverso il proprio sito internet ufficiale. Da queste emerge il caso di un impianto di riscaldamento centralizzato destinato ad una pluralità di utenze, laddove sia necessaria la sostituzione dei generatori di calore con generatori a condensazione aventi efficienza stagionale maggiore o uguale al 90%. Il potenziale beneficiario chiede se sia possibile installare i sistemi di termoregolazione evoluti delle classi V, VI e VII, utili per fruire dell’aliquota del 65%. La risposta dell’Enea non è positiva, l’istituto ritiene che i sistemi di regolazione evoluti delle classi V, VI VIII sono destinati ad apparecchi di riscaldamento modulanti e agiscono «modulando l’uscita dall’apparecchio di riscaldamento». Precisa che, dalle definizioni di questi sistemi di regolazione evoluti, emerge come non sia possibile applicare ad una pluralità di utenze il sistema di classe V, in quanto dotato di un solo «termostato elettronico ambientale», così come non sia peraltro applicabile quello di classe VI, in quanto dotato di una «centralina di termoregolazione e un sensore ambientale». In merito al sistema di classe VIII, l’impossibilità deriva dal fatto che il dispositivo è dotato di «tre o più sensori ambientali che varia la temperatura del flusso d’acqua, lasciando che l’apparecchio di riscaldamento dipenda dalla deviazione fra la temperatura ambientale misurata aggregata e i punti d’analisi del termostato stesso»; l’eventuale installazione di questo dispositivo, pertanto, va in conflitto con quanto previsto dal dpr 412/93. Tale normativa prevede che «negli impianti termici centralizzati adibiti al riscaldamento ambientale per una pluralità di utenze, qualora la potenza nominale del generatore di calore o quella complessiva dei generatori di calore sia uguale o superiore a 35 kW, è prescritta l’adozione di un gruppo termoregolatore dotato di programmatore che consenta la regolazione della temperatura ambiente almeno su due livelli a valori sigillabili nell’arco delle 24 ore. Il gruppo termoregolatore deve essere pilotato da una sonda termometrica di rilevamento della temperatura esterna. La temperatura esterna e le temperature di mandata e di ritorno del fluido termovettore devono essere misurate con una incertezza non superiore a ±2 °C». L’elenco di tutte le faq aggiornate è disponibile sul sito ufficiale www.acs.enea.it/faq, suddivise tra risposte di natura tecnico-procedurale, dove compare anche il nuovo parere sopra riportato, e di natura informatica, che attengono alla compilazione e all’invio delle comunicazioni richieste dalla normativa tramite il sistema telematico.

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