Se le opzioni superano le case locate
Come certi dittatori che prendono più voti dei votanti, in certe regioni i contribuenti che hanno scelto la cedolare secca sugli affitti risulterebbero più numerosi delle case locate. Capita nel Lazio – 250mila contribuenti contro 225mila immobili – ma anche in Toscana, in Umbria e nelle Marche. Complice il fatto che i dati sono riferiti ad annualità diverse (2018 per i contribuenti, 2014 per gli immobili), l’accostamento tra contribuenti e abitazioni va maneggiato con cura, per non arrivare a conclusioni sbagliate.
Il primo punto fermo è che la cedolare piace sempre di più ai proprietari che affittano le loro case: dalle dichiarazioni presentate nel 2012 a quelle del 2018 il numero di contribuenti che ha scelto la sostitutiva è quadruplicato, passando da poco più di 500mila a 2,3 milioni.
Il secondo punto fermo è che le abitazioni locate per la maggior parte dell’anno e possedute da persone fisiche erano 2,8 milioni nell’anno d’imposta 2014 (l’ultimo per il quale l’informazione è disponibile).
È chiaro che una stessa casa può essere posseduta in comproprietà e – al contrario – una stessa persona può possedere più case. Inoltre, le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi indicano che una piccola parte di locatori – solo uno su 16 – dichiara sia canoni di mercato (tassati al 21%) sia canoni concordati (tassati al 10%); non ci dicono nulla, però, sugli immobili da cui provengono questi canoni: è ragionevole pensare che siano abitazioni diverse, ma potrebbe trattarsi anche della stessa casa, affittata per alcuni mesi a canone libero e per altri a canone calmierato (perché il contratto è scaduto o è stato risolto).
Pur con tutte queste avvertenze, il confronto tra case e contribuenti offre spunti interessanti. In effetti, o si dimostra che in alcune zone ci sono molti più comproprietari che in altre (ad esempio nel Lazio anziché in Lombardia) o che la proprietà è più concentrata in certe aree e meno in altre, oppure si dovrebbe concludere che dietro questi numeri – sfasati temporalmente, come detto – si cela anche una crescita del mercato o una qualche emersione di affitti in nero.
Come si può escludere che tutto sia emersione, allo stesso modo si può escludere che tutto sia frutto di una migrazione dall’Irpef. I due fenomeni convivono, ma andrebbero indagati con analisi che solo le Finanze

