Amministratori condomini No a un registro generico
Franco Adriano
No a un registro generico degli amministratori di condominio. Sì al riconoscimento professionale attraverso il coinvolgimento delle associazioni di categoria. Gli amministratori di condominio hanno trovato l’unità e il proposito comune dell’istituzione di un albo professionale di fronte alla «minaccia» dell’ennesima riforma sopra le loro teste. Le più rappresentative associazioni di amministratori di condomini, che annoverano circa 85mila iscritti, tutte inserite nell’elenco del ministero dello Sviluppo economico, si sono ritrovate lunedì a Roma per esprimere una posizione comune da portare al tavolo del sottosegretario alla giustizia con delega agli albi professionali, Jacopo Morrone, convocato per giovedì 2 maggio. Un’occasione per riflettere sul futuro di una professione oggi assediata da molti inediti pericoli. Infatti, ai rischi dell’improvvisazione e dei falsi attestati, si sono aggiunti gli interessi forti come quelli del settore dell’energia, per esempio, o delle grandi imprese di manutenzione degli immobili, perseguiti tramite «proprie» figure professionali inserite direttamente in qualità amministratori di condominio. Un registro vero di professionisti con il vincolo dell’esclusività e con un vaglio dei requisiti all’accesso al momento dell’iscrizione, rappresenterebbe una vera riforma, nonché una garanzia di serietà per tutti. È questo il sentire comune. Senza considerare i benefici derivanti dalla possibilità di programmare la nascita di una cassa previdenziale o di altre forme di solidarietà all’interno della categoria. L’iscrizione ad un registro generico, senza nemmeno il vaglio delle associazioni di categoria, sarebbe invece una scelta che vedrebbe la durissima reazione degli amministratori di condominio. «Il registro che ci vogliono dare potrebbe essere una presa in giro», ha denunciato il presidente dell’Unai, Rosario Calabrese. «Vista la genericità dell’ordine del giorno comunicato dal ministero di giustizia possiamo solo ipotizzare gli scenari e gli argomenti che saranno affrontati», è una delle osservazioni più ricorrenti. Palpabile il sospetto che il registro generico servirebbe all’Amministrazione pubblica solo ai fini dei controlli fiscali, mentre i problemi della categoria resterebbero tutti quanti sul tappeto.

