Rottamazione 
Correzioni 
in arrivo

di Cristina Bartelli


Una riapertura dei termini della rottamazione ampliata. A rottamazione-ter chiusa il 30 aprile scorso si guarda già a come dovrà essere la disposizione che riaprirà le porte alla sanatoria delle cartelle fiscali e al saldo e stralcio. Oltre 1 milione e 700 mila le istanze inoltrate all’Agenzia delle entrate riscossione complessivamente per la rottamazione-ter e per il saldo e stralcio. Si sta ragionando dunque, secondo quanto ItaliaOggi è in grado di anticipare, a una riapertura che contenga anche il 2018, mentre è da valutare se si ridurrà il numero delle rate entro cui completare i versamenti con l’erario. Il numero delle rate è influenzato infatti dalle coperture che si dovranno ascrivere alla nuova edizione di sanatoria ed è oggetto al momento di valutazione. Al momento è confermato che il testo della riapertura termini sarà un emendamento al decreto legge Crescita (dl 34719) che sarà incardinato prossima settimana all’esame congiunto di commissione bilancio e finanze della camera. «È ancora prematuro parlarne», dichiara a ItaliaOggi Raffaele Trano, M5s, «ma noi saremmo dell’idea di confermare la riapertura così come è per venire incontro a chi per difficoltà oggettive non è riuscito a presentare la domanda nei termini. Non vedrei un allargamento al 2018 consideriamo che stiamo parlando di 17 anni di cartelle sanabili». 


Ma Maurizio Postal, membro del consiglio nazionale dei dottori commercialisti evidenzia che la riapertura dei termini nel decreto crescita potrebbe essere dannosa per i contribuenti: «Con i tempi tecnici di approvazione si va lunghi verso l’estate a ridosso di altre scadenze nonché della pausa estiva e c’è anche il rischio che in questi due mesi l’Agenzia delle entrate-Riscossione riprenda l’attività esecutiva e chi non ha aderito in tempo potrebbe trovarsi una procedura esecutiva. È pur vero», osserva Postal, «che stiamo parlando di una terza edizione della rottamazione e quindi chi doveva fare le valutazioni di convenienza se aderire o meno le avrebbe dovute fare». 


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