Turbo semplificazioni fiscali
Alberto Gusmeroli
Alberto Gusmeroli

di Cristina Bartelli


Semplificazioni fiscali con iter accelerato. La proposta di legge ha tagliato ieri il primo traguardo con l’approvazione alla Camera del testo che introduce una serie di novità per professionisti e imprese (si veda tabella in pagina), e già si pensa a far diventare l’articolato un unico emendamento alla legge di conversione del decreto crescita tagliando così i tempi di approvazione per le misure. Ad anticiparlo a ItaliaOggi è il cofirmatario della proposta di legge, Alberto Gusmeroli, vicepresidente della commissione finanze della Camera: «Si sta pensando a una corsia preferenziale per le misure della pdl votata grazie al lavoro di squadra con Carla Ruocco, presidente della commissione finanze della Camera, i colleghi della Lega e dei Cinquestelle e il sottosegretario Massimo Bitonci».


Domanda. Cosa succede da domani per le imprese e i professioni con le semplificazioni fiscali?


Risposta. Si è passati da 30 anni di promesse di semplificazione a una legge che qualora finisse con un maxiemendamento nel crescita potrebbe andare in Gazzetta nel giro di un mesetto.


D. Mi sta annunciando, quindi, un percorso accelerato per le semplificazioni?


R. Si sta valutando.


D. Qual è la norma di maggior impatto per professionisti e imprese?


R. La pdl ha tre momenti: 1) semplificazione fiscale e contabile: meno tempo per le imprese da dedicare alla burocrazia e più tempo da dedicare al lavoro: 2) riciclo materiale e imballaggi, cura dell’ambiente: non si butta nulla ma si cerca di riutilizzare; 3) gli incentivi, come per i negozi di vicinato commerciali e artigianali. I negozi nei comuni inferiori a 20 mila abitanti verranno esentati per 4 anni da qualsiasi imposta comunale se riaprono o ampliano l’attività chiusa da oltre sei mesi. Se funzionerà, come è funzionato ad Arona (si veda ItaliaOggi di ieri, ndr) a quel punto si potrà estendere a tutti i negozi di tutte le città di Italia. Ora il bacino sono 7.500 comuni. 


D. Sugli Isa e sul contraddittorio endoprocedimentale si poteva fare di più?


R. Il lavoro della commissione è servito per chiarire che il governo Gentiloni aveva detto di abrogare gli studi di settore, in realtà gli ha solo cambiato nome. Il peso della loro compilazione non è cambiato assolutamente. Noi, siccome abolirli completamente costa un miliardo e trecento milioni, abbiamo sostanzialmente ridotto tutti i dati doppi o già in possesso dell’amministrazione finanziaria sulla dichiarazione dei redditi. 


D. Mentre il contraddittorio?


R. Sul contraddittorio endoprocedimentale si poteva fare di più ma il problema sono le coperture, perché ogni volta che si cerca di semplificare o migliorare il rapporto fisco-contribuente bisogna trovare risorse. 


D. Ma allora dove sono le semplificazioni?


R. Alcune norme che si applicano a tutte le imprese piccole, medie e grandi. Come il non dover stampare più nessun registro, minori costi per le imprese e più cura per l’ambiente e una serie di atti di giustizia fiscale.


D. Come?


R. Come il far pagare le imposte sugli affitti realmente percepiti nei nuovi contratti di locazione a uso abitativo: non si possono pagare le imposte quando l’inquilino è moroso. Un’altra norma sicuramente gradita al mondo delle costruzioni è quella sulla non debenza della Tasi sugli immobili in costruzione. 


D. Si poteva fare di più sulla fatturazione elettronica?


R. Abbiamo dato cinque giorni in più per emettere la fattura elettronica, Si passa da dieci a 15 giorni. 


D. E una eventuale proroga della moratoria delle sanzioni della fatturazione elettronica?


R. È un tema nelle mani del governo.


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