Cedolare secca sugli affitti di negozi e botteghe

Giulia Provino


Titolari comproprietari di immobili, persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di impresa o arti e professioni, possono optare per il regime della cedolare secca sugli affitti. È la risposta n. 268 dell’Agenzia delle entrate, pubblicata ieri, relativa ai soggetti che possono accedere al regime della cedolare fissa sui canoni di affitto di immobili commerciali. Il regime di tassazione agevolato della cedolare secca prevede l’applicazione dell’aliquota del 21%, in alternativa rispetto alla tassazione del reddito fondiario ai fini delle imposte sui redditi. Essa è riservata al soggetto locatore persona fisica, titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sugli immobili, che non agisce nell’esercizio dell’attività d’impresa o di arti e professioni. L’applicazione del regime della cedolare secca sugli affitti, si estende ai canoni derivanti da contratti di locazione stipulati nel 2019 delle unità immobiliari iscritte nel catasto dei fabbricati alla categoria «C/1 negozi e botteghe», la cui estensione non deve superare mq. 600, unitamente alle loro pertinenze. Tuttavia, questo non è applicabile ai contratti stipulati nell’anno 2019, qualora alla data del 15 ottobre 2018 risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale. 


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