Pagelle fiscali, i commercialisti rilanciano il pressing sul Governo
I professionisti riceveranno probabilmente già oggi la lettera del sindacato
Oltra alla disapplicazione degli Isa viene chiesto un maggior coinvolgimento
Dopo la proclamazione dello sciopero da parte dei commercialisti, arrivano le prime reazioni del mondo politico, in attesa che il nuovo governo prenda posizione. Ieri il presidente della commissione Bilancio in Senato Daniele Pesco (M5s) ha scritto sul suo profilo facebook che «condivide pienamente il disagio della categoria».

Un messaggio di appoggio arriva anche dal senatore di Fratelli d’Italia, Andrea De Bertoldi, anche lui dottore commercialista, segretario della commissione Finanze, che parla di «professionisti e imprese soffocati dall’assoluta mancanza di certezze e garanzie degli Isa» e di «disprezzo verso i diritti dei contribuenti».

La macchina dello sciopero, intanto, prosegue e ieri è circolata la lettera che i commercialisti riceveranno – probabilmente già oggi – dai sindacati con i motivi che li hanno spinti ad avviare una protesta collettiva: «Innanzitutto, il caos creato con gli Indici sintetici di affidabilità (Isa) ed il mancato accoglimento della richiesta di disapplicazione degli indici per il 2018, o in subordine della possibilità di renderli facoltativi». A questo motivo contingente – il 30 settembre c’è la scadenza dei pagamenti – vanno aggiunti «il perdurare della costante situazione di caos, con la semplificazione degli adempimenti da tempo promessa da tutte le forze politiche ma mai concretamente attuata e, su tutte, il mancato rispetto dello Statuto dei diritti del contribuente».

Nella comunicazione, anticipata sul sito di alcune sigle sindacali che hanno proclamato lo sciopero (Adc, Aidc, Anc, Andoc, Fiddoc, Sic, Unagraco, Ungdcec ed Unico) viene chiarito che l’adesione alla protesta attraverso il mancato invio dell’F24 del professionista nei giorni 30 settembre e 1° ottobre e l’astensione dalle commissioni tributarie per otto giorni consecutivi a partire dal 30 settembre «non produrrà, a carico dei colleghi, il pagamento di sanzioni o interessi».

Quattro le richieste avanzate al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: disapplicazione o facoltatività degli Isa per quest’anno, consultazione della categoria – sindacati compresi – per le materie che la riguardano, semplificazione fiscale e rispetto dello Statuto del contribuente.

Dopo la lettera del sindacato ai colleghi, dovrà seguire una lettera ai clienti dei professionisti che, in base al Codice che regolamento lo sciopero dei commercialisti, deve essere inviata almeno dieci giorni prima dello sciopero.

Un malessere che, comunque, non riguarda solo gli Isa e che è stato espresso ieri nel corso di una diretta con il Sole 24 Ore. Il presidente di Anc, Marco Cuchel ha parlato di una «protesta forte che i commercialisti hanno deciso di mettere in atto». Stavolta, rispetto al passato, «la categoria andrà fino in fondo. Serve un cambio di passo per prendere atto che la situazione è diventata insostenibile». La disapplicazione degli Isa, insomma, è solo il primo passo. «Altrimenti siamo pronti a proclamare subito dopo anche un nuovo sciopero».

Anche per il presidente Aidc, Andrea Ferrari «la battaglia centrale è sui principi, sul rispetto di una gabbia di regole che devono esserci nel rapporto con il contribuente. Altrimenti, siamo nel Far West». Sugli Isa, «bisogna essere realisti». I tempi stretti, così a ridosso della scadenza, rendono difficile «un intervento efficace». Bisogna, però lavorare su tutti quegli aspetti che «scoraggiano chi vuole fare impresa e investire». Ad esempio, la lotta all’evasione, che non può essere confusa «con la continua percussione dei soliti contribuenti».

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