mu-Tasi unite e semplificate
di Francesco Cerisano
Proseguire sulla strada dell’unificazione di Imu e Tasi (due tributi che hanno raggiunto «livelli di complicazione paradossale a causa del moltiplicarsi di aliquote, esenzioni e trattamenti di favore»), anticipazione fin da subito della deducibilità al 100% dell’Imu sugli immobili strumentali e riforma della riscossione locale («che in questi anni è diventata un colabrodo»). A un convegno della Cna, il viceministro dell’economia e delle finanze, Antonio Misiani, ha anticipato alcuni degli interventi che il governo ha in agenda in materia di fiscalità locale.
«Sono passati 10 anni dalla legge delega che ha introdotto il federalismo fiscale nel nostro paese» nel corso dei quali «c’è stato un affastellarsi di interventi» con il risultato che il sistema «è diventato complicato ai limiti dell’assurdità», ha osservato Misiani, secondo cui ora è giunto il momento di «semplificare e sfoltire», perché «se i comuni sono dei colabrodo dal punto di vista del sistema della riscossione tutto questo poi si ritorce sui contribuenti».
Sull’unificazione di Imu e Tasi, Misiani ha annunciato l’intenzione del governo M5s-Pd di andare avanti con il progetto a cui la precedente maggioranza gialloverde aveva lavorato, ossia la proposta di riforma a firma del deputato della Lega Alberto Gusmeroli, vicepresidente della commissione finanze della camera. «Noi in questi anni abbiamo avuto una moltiplicazione a dismisura di aliquote, esenzioni e trattamenti di favore, con la Tasi che ha raggiunto livelli di complicazione paradossale», ha proseguito il viceministro dem secondo cui la pdl Gusmeroli è di «assoluto buonsenso». «La base imponibile è la stessa, sono sostanzialmente due imposte con qualche differenza che però gravano sugli stessi immobili con doppio adempimento e pagamento», ha aggiunto. E un via libera a proseguire sulla strada tracciata dalla precedente maggioranza è arrivato anche dalla presidente della stessa VI commissione di Montecitorio, Carla Ruocco (M5s).
Nel programma del governo, secondo Misiani, potrebbe trovare posto anche l’anticipazione della deducibilità al 100% dell’Imu sugli immobili strumentali. Una deducibilità che è stata innalzata dal 20 al 40% dalla legge di bilancio 2019 e poi portata al 50% dal decreto crescita con la prospettiva di arrivare al 100% a partire dal 2023. «Il dl crescita ha stabilito un percorso, ne discuteremo nel corso della legge bilancio», ha dichiarato. «Ne parlerò con il ministro Roberto Gualtieri, i costi di realizzazione della misura sono affrontabili, non stratosferici».
Secondo il viceministro al Mef, anche la riduzione del cuneo fiscale e del carico tributario su cittadini e imprese sarà tra le priorità della prossima manovra. «Nel corso del triennio vogliamo costruire un significativo intervento di riduzione del cuneo fiscale e interventi per l’imposizione fiscale sulle imprese», ha annunciato. «Il dato che colpisce», ha sottolineato, «è la grande variabilità del carico tributario sulle pmi nel nostro paese. Noi in passato abbiamo costruito un sistema fiscale federalista, che però va razionalizzato e semplificato».
A Misiani ha replicato a stretto giro il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa secondo cui in materia di Imu-Tasi il vero problema «non è la complessità, bensì il peso fiscale, giunto ormai a 22 miliardi di euro annui». «La commissione finanze della camera lo ha compreso e, nel corso delle audizioni svoltesi fino allo scorso luglio, aveva spostato l’obiettivo dall’unificazione dei due tributi locali alla loro riduzione. Confidiamo che la nuova maggioranza voglia proseguire su questa strada, così da iniziare a restituire fiducia a un comparto in crisi come quello immobiliare»

