Case, solo una su tre è assicurata. E per un terzo degli italiani le polizze hanno costi troppo alti
di Gino Pagliuca20 settembre 2019

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Un Paese sotto assicurato
Secondo tutte le analisi, il nostro è un Paese sottoassicurato. Il fenomeno è di particolare evidenza se si considerano le protezioni per il bene più amato dagli italiani: la casa. Una recente ricerca condotta da Swg per conto di Zurich mette in luce che solo il 34,2% delle abitazioni risulta coperta da un’assicurazione specifica, in quasi il 40% dei casi però chi ha una polizza ha anche in corso un mutuo e quindi di fatto non si tratta di una libera scelta perché l’accensione di un finanziamento bancario comporta obbligatoriamente la stipula di una copertura almeno contro incendio e scoppio. Vi è però una forte differenza territoriale: al Nord sono assicurate il 55,2% della abitazioni, la quota scende al 30,4% nel Centro Italia e al 22,4% nel Meridione. La regione con il maggior numero di case assicurate è il Trentino (62%), la quota minore (1,9%) la Sicilia. Va comunque sottolineato che in oltre il 60% dei casi chi si è assicurato lo ha fatto dopo aver già subito un danno.
Gli eventi idrogeologici
Un dato molto significativo riguarda le polizze antisismiche: gli immobili residenziali coperti sono meno di mezzo milione (il 5% dei 10 milioni circa di polizze stipulate), a fronte di un totale di 35 milioni di unità. Il problema è che la percezione del rischio di eventi naturali catastrofici sottostima di molto la realtà. Il 91% dei comuni italiani infatti, secondo la ricerca, risulta a rischio idrogeologico, a fronte dell’83% dei connazionali che pensa di abitare un territorio esente da rischi.
Paure e rischi
La ricerca analizza il rapporto tra italiani e polizze casa partendo dall’esame degli eventi più temuti. In assoluto la paura maggiore (54% dei casi per i proprietari di prima abitazione, 32,4% per chi ha una seconda casa) è il furto, seguita dal rischio di intrusione (rispettivamente 50% e 22,6% per prima e seconda casa). Seguono gli incendi (29,1% e 6,2%), l’allagamento a causa dello scoppio di una tubatura (28,9% e 32,4%) , la fuga di gas (28,9% e 7,1%) e i danni elettrici (24% e 22,7%). Quasi l’80% delle polizze in corso copre dai danni ai beni, in tre quarti dei casi è compresa la responsabilità civile verso terzi, mentre in meno della metà dei casi ci si assicura contro il furto.
l nodo prezzi
Tra chi non ha ancora una polizza, oltre il 31% si dichiara non interessato, il 35% è possibilista e un terzo ha rinunciato all’idea dopo averla valutata. La metà di chi non ha una polizza ritiene di non stipularla perché troppo costosa, nel 28,1% dei casi invece la rinuncia è dovuta alla poca fiducia nelle compagnie e il 16% non ritiene che sia utile. Nel commentare i risultati, gli analisti sottolineano che tra chi ritiene le polizze troppo dispendiose la percezione media di prezzo è di circa 500 euro, a fronte
Come ci proteggiamo
Un altro aspetto interessante dell’indagine Zurich-Swg riguarda i dispositivi scelti per proteggersi dai rischi. Al primo posto, i sensori antiintrusione, presenti in un terzo delle prime case e quasi in una quarto delle abitazioni di villeggiatura. Seguono i rilevatori per lo sbalzo della tensione elettrica. Ancora poco presenti i sistemi di video sorveglianza. Nelle prime case ci sono telecamere per il monitoraggio dell’esterno nel 18,8% dei casi, quota che diminuisce al 16,5% per quelle interne. Per le seconde case si scende al 13,4 e al 12,3%. Ridotta la presenza di rilevatori di gas (18,1% prime case, 13,4% seconde), di fumo (12% sia per le prime che per le seconde case) e si scende per i sensori antiallagamento al 6,4% delle prime case, e al 9,4% delle seconde.

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