Il nostro mattone corre più del Pil (ma sempre meno che in Europa) L’Economia oggi
di Gino Pagliuca30 set 2019
Il nostro mattone corre più del Pil (ma sempre meno che in Europa) L’Economia oggi
Quest’anno il mattone farà decisamente meglio del Pil: il fatturato complessivo del settore, secondo le previsioni rese note da Scenari immobiliari al suo recente forum, salirà infatti del 3,8%, toccando i 129,4 miliardi. Come succede con il Pil, però, il nostro Paese risulterà quello con i valori di crescita immobiliare più bassi, sia confrontandolo con gli altri grandi mercati, sia paragonando la sua performance con le medie europee. Per l’anno prossimo la previsione è di un incremento del 2,2%. Sia per il 2018 che per il 2019, il pronostico di crescita è dovuto all’aumento degli scambi, mentre le quotazioni sono viste ferme o solo in lieve crescita e a macchia di leopardo. La parte del leone tocca ancora una volta al residenziale, che pesa per 96 miliardi di euro, con un incremento quest’anno del 3,1%, cui farà seguito un’ulteriore crescita del 2,2% nel 2020.
Il nostro mattone corre più del Pil (ma sempre meno che in Europa) L’Economia oggi
Il numero magico
Secondo Scenari quest’anno si chiuderà con un totale di 670mila transazioni (+9,8% rispetto al 2018) mentre nel 2020 si arriverà a 700mila rogiti. In linea con altre rilevazioni, Scenari stima nel 60% gli acquisti effettuati per un miglioramento abitativo, nel 20% gli acquisti di necessità (prima casa per i giovani, famiglie che vivono in una casa in locazione e reputano più conveniente comprare) e nel residuo 20% la quota di chi compra per investimento. Il mercato della casa sta registrando anche nel 2019 prezzi in crescita in tutti i Paesi europei, ad eccezione dell’Italia; i mercati che stanno maggiormente attirando l’interesse degli investitori sono, in ordine di importanza: la Francia, la Spagna, la Germania, il Regno Unito, l’Austria e l’Olanda. C’è però un’importante differenza tra l’Italia e gli altri Paesi Ue: fuori dai nostri confini non solo la locazione è più diffusa ma esiste anche un mercato molto più diffuso del «living» (residenze turistiche, studentati, strutture per anziani autosufficienti e non) che attirano sul residenziale l’interesse degli investitori istituzionali. Commentando questi dati il presidente di Scenari Mario Breglia sottolinea che «in realtà l’unico mercato residenziale con andamento positivo ed allineato a quello delle principali piazze europee è quello di Milano». Certo l’immagine che il capoluogo lombardo ha saputo crearsi negli ultimi anni conta molto, ma secondo il nostro interlocutore l’eccezione milanese si spiega anche con il fatto che si è ripreso a costruire.
Le novità
A Milano, infatti, i cantieri di nuove edificazioni o di ristrutturazione integrale di edifici esistenti rappresentano il 15% dell’offerta. A Roma non si raggiunge il 5%. In altre città medie, il nuovo in pratica non esiste. Inoltre «mancano i prodotti innovativi come i micro living, piccoli appartamenti adatti alla locazione. Di fronte a prodotti usati in cattive condizioni la domanda si tira indietro», nota Breglia. Inoltre Milano e Lombardia sono di gran lunga l’area del Paese preferita dagli investitori istituzionali. Dal 2010 al 2020, Scenari stima un totale di circa 64 miliardi di euro investiti nel settore immobiliare in Italia, di questi il 42% ha per oggetto edifici situati in Lombardia.

