il taglio sulle detrazioni Irpef
di Andrea Bongi
La scure della manovra 2020 si abbatte sulle detrazioni Irpef. Niente bonus del 19% in caso di pagamenti effettuati senza strumenti tracciabili, con l’esclusione dell’ultimo minuto per le spese sanitarie e i farmaci per cui si potrà continuare a pagare in contanti, e perdita progressiva dei benefici Irpef per i redditi superiori a 120 mila euro, fino all’azzeramento totale in caso di redditi pari a o superiori a 240 mila euro su base annua. Per i possessori di tali redditi il pagamento in contanti potrà trovare un nuovo appeal tenuto conto dell’assenza di alcuna detrazione esercitabile in dichiarazione dei redditi.
Sono questi, in estrema sintesi, i principali effetti combinati della manovra di bilancio 2020 sulle detrazioni irpef previste nell’articolo 15 del Tuir.
Sono infatti due le previsioni che andranno a colpire, con decorrenza dal 1° gennaio 2020, il vasto settore dei bonus irpef concessi alle persone fisiche: l’obbligo di pagamento delle stesse con strumenti tracciabili (pos, assegni bancari o postali, bonifici ecc.) e la c.d. rimodulazione delle detrazioni stesse in funzione del reddito complessivo del contribuente.
L’obbligo del pagamento con strumenti tracciati – la c.d. digitalizzazione delle detrazioni – colpisce tutte le tipologie di bonus contenute nell’articolo 15 del Tuir. Nella bozza di legge di Bilancio anche il pagamento dei farmaci e delle spese sanitarie, ma poi dopo il vertice di maggioranza è stato deciso di lasciare per solo queste voci la possibilità di pagare anche in contante.
Dalla rimodulazione delle detrazioni sulla base del reddito complessivo sfuggono invece gli interessi passivi sui mutui ipotecari per l’acquisto o la costruzione dell’abitazione principale previsti dal comma 1, lettere a) e b) e al comma 1-ter del citato articolo 15 del Tuir. A partire dal 1° gennaio 2020 per poter beneficiare del diritto alla detrazione Irpef del 19% sulle varie tipologie di spese prevista dalla norma più volte citata, i contribuenti dovranno pertanto provvedere al pagamento delle stesse con strumenti tracciabili e non superare i suddetti limiti di reddito complessivo.
La soglia critica di reddito oltre la quale il diritto alla detrazione Irpef inizia ad affievolirsi fino ad azzerarsi completamente, è fissata dalla manovra di bilancio 2020 in euro 120 mila. Ciò significa che fino a tale livello di reddito complessivo annuo – al netto del reddito dell’abitazione principale e delle eventuali pertinenze – se le spese sono state sostenute con strumenti di pagamento tracciabili, il diritto alla detrazione resta integrale e immutato rispetto al passato.
Al superamento della soglia dei 120 mila euro e fino al limite di 240 mila euro di reddito complessivo, la manovra di bilancio introduce invece un meccanismo di proporzionalità della detrazione. All’interno di questa fascia di reddito infatti la detrazione Irpef spetterà in base alla percentuale ricavata dal rapporto fra l’importo di euro 240 mila diminuito del reddito complessivo, e 120 mila euro.
Per comprendere il meccanismo di calcolo si può ipotizzare un reddito di euro 150 mila per il quale la percentuale di detrazione irpef spettante sulle spese previste dall’articolo 15 del Tuir (con l’eccezione degli interessi passivi sopra citati) sarà pari al 75%, quale risultante dal rapporto fra 90 mila (240 mila-150 mila) e 120 mila.
Per redditi superiori a 240 mila euro la percentuale di detrazione spettante si azzera totalmente rendendo pertanto ininfluente anche il metodo di pagamento utilizzato per il sostenimento delle spese stesse. In questo senso si può tranquillamente sostenere che i contribuenti con redditi superiori a tali ammontare saranno del tutto disincentivati dall’utilizzo dei sistemi di pagamenti tracciabili.
Come abbiamo già avuto modo di sottolineare sfuggono alle percentuali di detraibilità in base al reddito gli interessi passivi sui mutui ipotecari per l’acquisto o la costruzione della prima casa. Sono invece allo studio dell’esecutivo alcune valutazioni circa la possibilità di escludere dalle misure di rimodulazione delle detrazioni in base al reddito anche le spese sanitarie relative alle patologie più gravi.

