Tassa rifiuti dimezzata
per gli studi professionali

Michele Damiani


Tassa rifiuti più leggera per gli studi professionali. Dal prossimo anno, i comuni avranno la possibilità di ridurre fino alla metà la Tari per i professionisti titolari di studio, portando il coefficiente allo stesso livello di quello stabilito per le banche e gli istituti di credito. È quanto prevede un emendamento al dl fiscale approvato in commissione finanze alla Camera dei deputati, a prima firma Andrea Colletti e Antonio Zennaro (M5s). L’emendamento accoglie una delle proposte avanzate dall’avvocatura italiana, con un documento congiunto redatto a metà novembre da Cassa Forense, Cnf e Ocf (si veda ItaliaOggi del 19 novembre scorso). «L’emendamento», afferma il primo firmatario Andrea Coletti, «delega ai comuni la possibilità di ridurre la tassa sui rifiuti fino alla metà dell’importo se negli immobili vengano svolte le attività legali e di contabilità. Una norma che restituisce il giusto peso nella contribuzione, alleggerendo chi sicuramente produce meno rifiuti, favorendo anche le partite Iva. 


In un periodo in cui i professionisti lottano con un carico fiscale importante», ha concluso il deputato Colletti, «è necessario che lo Stato non contribuisca a metterli in difficoltà». L’attuale disciplina per l’individuazione dei criteri di determinazione della Tari prevede una disparità di trattamento e tassazione tra gli istituti bancari e gli studi professionali. I coefficienti sono ricavati dal dpr 158/1999 e per gli studi sono fissati a quasi il doppio di quelli previsti per banche e istituti di credito. 


L’emendamento mira a riequilibrare i costi sostenuti dai professionisti, sia quelli fissi del servizio di igiene urbana sia quelli variabili, che attengono al servizio integrato. L’emendamento Colletti-Zennaro interviene proprio su questo punto: viene infatti stabilito che all’allegato 1 del dpr 158/1999 le parole «Uffici, agenzie, studi professionali», sono sostituite dalle parole «uffici e agenzie», ovunque ricorrano. Di contro, le parole «banche e istituti di credito», sono sostituite da «banche, istituti di credito e studi professionali». Per gli studi, quindi, i coefficienti minimi e massimi attribuiti dai comuni potranno essere dimezzati. 


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