Milano, contratto-tipo 
per gli affitti brevi

Giulia Provino


Home sharing regolamentato. Per rispondere al grande mercato degli affitti brevi, che tra Milano, Monza e Brianza riguarda 3 mila «home sharing» (2.488 a Milano con 4.155 camere e 9.534 posti letto), la Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi ha presentato ieri il contratto-tipo «Locazione breve di immobili con finalità turistica» rivolto, appunto, a chi dà la casa in affitto per brevi periodi (non più di 30 giorni) e per i turisti che affittano ed anche a tutti coloro che vogliono mettere a reddito il loro immobile o parte di esso con locazioni brevi. Si tratta della prima regolazione in Italia degli affitti brevi. Il contratto-tipo composto da 15 punti, ed accompagnato da linee guida, è un contratto semplice e di immediata comprensione, che può essere sottoscritto direttamente dalle parti, senza bisogno di una mediazione ed è il primo strumento che fornisce certezza al rapporto tra «guest» (conduttore) e «host» (locatore). Il testo contiene tutto ciò che è previsto dalla normativa italiana sugli affitti di casa vacanze: check in, check out, cauzione, la modalità di pagamento, il pagamento della tassa di soggiorno sulla base delle norme territoriali, la reciproca presentazione dei documenti per la sicurezza, l’inventario aggiornato dei beni in casa per l’effettivo e costante controllo delle dotazioni, la segnalazione con esposizione delle «regole pratiche» (ad esempio, su fumo, parcheggio, animali), l’obbligo di esibire in casa il regolamento, la gestione della disdetta, da parte di entrambe le parti, con l’eventuale parziale rimborso del pagamento, la necessità di pulizia iniziale/finale e rispondenza alle immagini dell’alloggio, la correttezza e velocità nell’accoglienza e nel rilascio dell’immobile alla data e negli orari previsti, ma anche gli obblighi di riparazione in caso di danni. Anche il canone di locazione è espresso in modo chiaro: un’unica cifra che include anche le eventuali spese di pulizia. 


Infine, in caso di controversie, il contratto prevede la possibilità di utilizzare il servizio di conciliazione della Camera arbitrale di Milano per esperire una mediazione.


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